IL SEGRETO DELLA GUERRA
Nel suo libro "On Killing" Dave Grossman ha riscritto la storia militare, mettendo in evidenza quello che le storie nascondono: il fatto che la scienza militare si occupa meno di strategia e tecnologia, piuttosto che scoprire il modo di far superare l'istintiva riluttanza degli uomini ad uccidere membri della loro specie.
La vera "rivoluzione negli affari militari" non fu la spinta di Donald Rumsfield verso l'alta tecnologia nel 2001, ma la scoperta nel 1941 del generale Marshall che solo il 15-20% dei soldati della Seconda guerra mondiale in prima linea avrebbero usato le loro armi: coloro (l'80-85%) che non sparavano, non fuggivano e non si nascondevano (in molti casi correvano enormi rischi per salvare i compagni), ma semplicemente non usavano le loro armi contro il nemico, nemmeno quando affrontavano attacchi banzai.
La scoperta di Marshall, e le ricerche conseguenti, dimostrarono che in tutte le guerre precedenti , una piccola minoranza di soldati - il 5% che sono psicopatici naturali, e probabilmente una piccola di imitatori temporaneamente insani - furono responsabili di quasi tutte le uccisioni.
Le persone normali si trovano semplicemente dentro il movimento, fanno il possibile per evitare di togliere la vita al nemico, anche quando questo implica la perdita della propria vita.
Le guerre sono massacri ritualizzati fatti da psicopatici contro non psicopatici.
Lo studio del Generale Marshall ha una importanza fondamentale, e se compreso a fondo rivoluzione totalmente la concezione dell'essere umano che da sempre ci viene propagandata.
Nei libri di storia le guerre sono descritte come inevitabili conseguenze di una serie di fattori, scontri in cui gli eserciti nemici si affrontano nel tentativo di eliminare l'avversario.
E viene fatto credere che la guerra, il massacro, siano insiti nell'essere umano.
Questo è falso, decisamente falso e deriva sostanzialmente da un vecchio costrutto filosofico (ormai superato nel contesto di discipline quali la psicologia e la sociologia) del '700, che faceva pronunciare al filosofo Hobbes che "homo homini lupus", concetto successivamente ripreso da Kant con la sua teorizzazione del "Male Radicale", secondo il quale l'uomo, "pur razionalmente consapevole del bene, è portato irrazionalmente a scegliere il male"!
E la "logica" dove sta? Anche un bambino vede che questo assunto si contraddice da sé, in barba al primo postulato della logica aristotelica di non contraddizione (per cui "A" non può essere uguale a "non A").
Non solo, ma tale concetto è stato smentito da sociologi quali E. Fromm, che confrontando l'organizzazione sociale di alcune società tribali arriva a stabilire che l'orientamento umano verso forme sociali adattive alla vita o al contrario aggressive e distruttive è in stretta correlazione al tipo di struttura sociale stessa, e a quanto essa favorisca o impedisca la naturale predisposizione dell'uomo a rapportarsi in modo pacifico costruttivo.
E quando l'affermazione vista sopra sia falsa, chi detiene il potere e i vertici militari, lo sanno molto bene.
Come afferma il Colonnello Grossman, infatti, le scienze militari si occupano essenzialmente di scoprire il modo per far superare al soldato medio la naturale riluttanza nell'uccidere un altro essere umano.
Perché la maggioranza degli esseri umani, con tute le loro miserie e i loro difetti, preferiscono il quieto vivere e la tranquillità alle guerre.
Ed ogni qualvolta i grandi poteri decidono per una guerra, devono spendere molte energie per far superare questo blocco istintivo a quelli che diverranno i soldati da sacrificare sul tavolo dei loro piani.
Le guerre di massa, come è noto, sono fenomeni moderni; in passato, in epoca pre-moderna, la guerra era affare di una piccola parte della società.
Dall'antichità dei guerrieri, passando per i nobili medioevali e per gli eserciti mercenari, guerra significava lo scontro fra due eserciti composti da persone che non si dedicavano ad altro nella vita, se non combattere e prepararsi a farlo.
La Prima guerra mondiale fu la prima che coinvolse i grandi strati della popolazione europea, e ci vollero decenni di propaganda romantica che esaltava il sacrificio e l'amor di patria per diffondere quello stato d'animo necessario a far partire milioni di giovani verso il massacro.
Quei giovani capirono presto che la guerra non aveva nulla di eroico e di romantico, come era stato loro raccontato, ma ormai era tardi.
Una minoranza di psicopatici in qualche modo riesce sempre a fare in modo che la maggioranza sia convinta, costretta, ad andare contro il proprio naturale istinto pacifico e partecipare a questi massacri.
COME DIVIENE POSSIBILE TUTTO QUESTO?
Semplicemente allo stesso modo con cui vi vendono la Coca-Cola, un detersivo o uno yogurt.
Comprereste in fatti la Coca-Cola semplicemente se in TV vi dicessero che "è una bibita zuccherata e gassata di colore scuro, ma tanto buona?" Forse si, ma la ditta sarebbe ormai fallita da tempo per penuria di vendite. Per riuscire a vendere un prodotto (così come un'idea) infatti non sarà sufficiente elencarvi le sue caratteristiche tecniche, ma occorrerà risvegliare in vario modo nel compratore una qualche emozione, una reazione emotiva, un particolare stato d'animo da scaricare poi sul prodotto stesso. Tutto questo avviene in modo inconscio e subliminale, per cui l'ignaro acquirente nemmeno si accorgerà dell'inganno e del fatto che, acquistando la bottiglietta, sta effettivamente ed inconsciamente acquistando l'emozione associatavi.
Così, per esempio metteranno un gruppo di ragazzi giovani e festanti in abbigliamento hippy a cantare in coro un motivetto orecchiabile e natalizio sopra una collinetta in provincia di Siena, illumineranno il set in modo accattivante e risveglieranno in voi un blocco di emozionalità positive: l'atmosfera festosa, la gioventù, l'amicizia, lo stare insieme etc. che verrà venduto alla vostra parte inconscia come "tutto compreso" assieme alla bottiglietta. Le stesse sensazioni saranno più o meno consapevolmente richiamate in voi quando al supermercato, tra la bottiglietta pubblicizzata ed una assolutamente anonima, allungherete la mano verso la prima, proprio perché la sentirete "più familiare", più amica, una cosa insomma di cui "ci si può fidare".
Ma allo stesso modo, come si può generare una sensazione positiva, così può essere risvegliato in voi il peggior odio e la peggior cattiveria di cui possiate essere capaci.
Chi sarebbe infatti capace di puntare il mitra e aprire il fuoco massacrando atrocemente e infliggendo la sofferenza e la morte ad un suo simile ventenne, sapendo che a casa ha una madre e un padre che lo hanno cresciuto e stanno aspettando in ansia il suo ritorno, che ha una ragazza la cui foto ha appena guardato e riposto con un bacio nel taschino, che come voi fa un lavoro umile, che ha gli scarponi che gli massacrano i piedi e l'unica cosa che desidera è solo potersene tornare in pace a casa sua? Probabilmente gli offrireste una sigaretta, e ve la fumereste assieme chiedendovi chi mai e come abbia potuto mandarvi lì.
E come potrebbero mai mandarvi in guerra, semplicemente elencando razionalmente i motivi più o meno nobili per cui dovreste rischiare la vita?
IL POTERE DELLA PROPAGANDA: a questo serve la propaganda, e il suo potere è talmente forte da farvelo premere, quel grilletto... i rispettivi vertici del potere avranno infatti da tempo intrapreso una operazione commerciale molto simile a quella del vendervi la Coca-Cola, solo che quello che ora vendono saranno delle idee... due idee sostanzialmente : una che vi dica quanto nobile sia la causa per cui andrete a combattere, ed un'altra che vi dica quanto diabolico e perverso sia il vostro nemico.
La tecnica di persuasione sarà condotta nello stesso modo dello spot: agirà subliminalmente, tendendo prima a inculcare e poi a risvegliare in voi delle emozioni ben precise.
Così cominceranno a dipingere il "nemico" privandolo di ogni caratteristica umana e caricandolo di ogni difetto possibile; e soprattutto si cercherà una "immagine fotografica facile da visualizzare" con cui descrivere e identificare il nemico: il comunista che mangia i bambini, il terrorista che mette le bombe e via dicendo. La propaganda parla per "immagini evocative", non per discorsi logici, figure ripetute poi come un mantra ad ogni possibile occasione.
Parallelamente si farà appello al vostro senso di appartenenza richiamando in voi le sensazioni di affetto e calore familiare, il senso del dovere verso i vostri compagni e compatrioti... cose che diventeranno esplosive nella paura e solitudine della battaglia... chi ve ne priva? Lui, il nemico che mangia i bambini.
Lo stress, la paura, la disciplina, l'istinto di conservazione fanno il resto: premerete il grilletto.
Ha senso tutto questo? Per vendere un prodotto, forse... e proprio come un prodotto siete stati messi in vendita, anzi... per una campagna pubblicitaria, a ben guardare, si spende molto di più.

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