Ed ora, finalmente, siamo in grado di poter individuare tutte le fasi e gli strumenti necessari e sufficienti per rivendicare, se si vorrà o se saremo costretti a farlo, una VERA indipendenza dai dominanti.
Per farlo, useremo come un boomerang le loro stesse tecniche. Le attuali finte rivolte pilotate infatti ci insegnano quanto sia funzionale e potente, una volta ben capito e giustamente indirizzato, lo strumento "psicologico" vuoi della propaganda che della resistenza non violenta.
FASE 1: INDIVIDUARE IL VERO DOMINANTE
E' la fase a cui siete tutti fermi su internet e blog vari, dove si perpetua l'incessante circolo vizioso della spasmodica e malata ricerca vuoi dell'ultima prova della malvagità dei dominanti, vuoi del dare un preciso nome alla classe dominante, vuoi di tentare (inutilmente) di capire se Tizio stia sopra o sotto Caio nella piramide del potere.
Dico STIAMO SCHERZANDO, VERO? A parte che tutto questo si rivela essere solo un'inutile perdita di tempo ed energie, invischiate letteralmente nella "rete" facendo quindi il gioco stesso dei dominanti, a noi interessa capire come agiscono le DINAMICHE di dominio, non sapere nome e cognome di chi le attua.
Dinamiche che sono sostanzialmente individuabili in due grosse pietre angolari:
1) L'inganno monetario.
2) L'inganno mediatico.
Da questi due presupposti discende per semplice corollario matematico tutta l'enorme
impalcatura demenziale e delinquenziale della nostra "Realtà - Truffa". Capire davvero questo è più che suffieciente, a livello di conoscenza, per permetterci di progredire verso la seconda e più importante fase.
(Per esempio, dall'inganno mediatico discende automaticamente tutto il condizionamento mentale posto in atto per dominarci:
A) SCIENZA/DOGMA: Il dominante usa per sé stesso il pensiero scientifico per approcciare e conoscere la verità, mentre riempie la testa al popolo di menzogne spacciate per scienza e cultura, tenendovelo dogmaticamente legato al semplice scopo di dividerlo in fazioni dalle quali non riuscirà mentalmente a svincolarsi [sostanzialmente un pensiero di tipo manicheo filosofico, culturale e religioso, in cui si inserirà andando ad aumentare le dicotomie: classico esempio le due opposte filosofie, entrambe false e non scientifiche, di Comunismo e Capitalismo].
B) PSICOLOGIA/PROPAGANDA: Il dominante usa un approccio rigorosamente scientifico-psicologico per studiare l'individuo e le masse, ma riversa sul popolo solo fiumi di propaganda atta a confonderlo [o meglio: usa per sé il sapere "tecnico" e usa per le masse il sapere "filosofico" come sofismo adattabile e non scientifico].
C) TRIBALITA'/DEMOCRAZIA: Il dominante usa per sé un'organizzazione tribale del potere [che ne consente sia la trasmissione diretta che il pieno controllo] mentre invischia il popolo in stupide democrazie di facciata, svuotate di ogni possibilità di reale controllo sulla vita politica.
D) LINGUAGGIO ADULTO/LINGUAGGIO INFANTILE: Il dominante userà coi suoi simili una comunicazione da adulto ad adulto per potersi capire, ma userà verso il popolo una comunicazione di tipo Adulto>Bambino per colpevolizzarlo, farlo sentire inferiore e impossibilitarlo a capire le "cose da grandi"... e via di questo passo fino a prosciugarci la lingua).
FASE 2: STACCARSI EMOTIVAMENTE DAI DOMINANTI
Detta così sembra una stupidaggine, in realtà è il punto cruciale e più difficile dell'intero processo.
Infatti si tratta di CAPIRE PER DAVVERO, emotivamente e sulla pelle, che "noi" siamo "altro" dai dominanti (ovvio, per chi si immedesima nel volgo!), che i nostri interessi non potranno MAI coincidere e che, qualunque cosa vogliano farci bere, non sono né il nostro caro e vecchio papà, né l'autorità buona che si prenderà cura di noi.
Né tanto meno Babbo Natale: SIAMO SOLI.
Non solo; siamo vittime di un'autorità malata e sadica che finirà solo per distruggerci, di uomini la cui follia impedisce ogni sorta di empatia verso il dominato.
Tutto questo non è né normale, né tanto meno scritto da qualche parte nel firmamento, ma solo il frutto di una particolarissima organizzazione sociale che il dominante vuole continuare a perseguire, nonostante gli ovvi svantaggi per tutti, proprio in virtù di una sostanziale pulsione sadica che gli impedisce di fermarsi.
Delle tre possibili civiltà ipotizzate da Fromm: 1) Società che esalta la vita 2) Società aggressiva ma non distruttiva 3) Società distruttiva, noi ci troviamo proprio in quella del terzo tipo.
A) L'aspetto sadomasochista della civiltà attuale: Fromm definisce l'uomo naturalmente predisposto a perseguire il bene, ma naturalmente e psicologicamente fornito anche degli strumenti atti a perpetrare il male se il tipo di società che andrà a costruire non sarà in grado di soddisfare le 5 esigenze inalienabili di base:
1) Bisogno di avere uno schema di orientamento
2) Bisogno di mettere radici
3) Bisogno di coerenza con sé stesso e il mondo esterno
4) Bisogno di essere efficace
5) Bisogno di stimoli
(Come vediamo, i dominanti stanno attualmente seguendo lo sviluppo ESATTAMENTE OPPOSTO a quanto sancito da questi punti).
MORIRA' L'UOMO, se non vengono socialmente soddisfatte queste condizioni? NO: semplicemente si ammalerà e DIVENTERA' IN VARIO MODO DISTRUTTIVO. Parallelamente si avrà un sempre minore livello di felicità e capacità di donare e amare... insomma, la relazione distruttiva non è altro che la polarità inversa di un mancato sviluppo adattivo, tendente a reagire per ristabilire l'equilibrio. Questo vale sia a livello sociale che individuale.
La dimostrazione scientifica che l'uomo non sia affatto (come stupidamente vorrebbe farci credere Kant e tutta la "filosofia utilitaristica" moderna) lupo per gli altri uomini - "homo homini lupus" appunto - sta in due fatti principali:
1) Il fatto che le civiltà tribali e primitive siano molto meno aggressive delle società evolute (mentre dovrebbe essere il contrario, a sentire i "filosofi" moderni, matti o venduti, in quanto sempre assolutamente contraddittori, mentre il primo imprescindibile assunto della "logica" è appunto il principio di non contraddizione, ma questo discorso andrebbe affrontato in altra sede).
2) La naturale predisposizione dell'uomo a perdere lo stato di salute fisica, mentale e sociale quanto più ci si discosta dallo sviluppo ottimale sopra descritto. Parallelamente si "ammalerà" anche la società, in quanto un meccanismo perverso, una volta instauratosi, tende a ripetersi per il semplice principio della "minor energia richiesta".
Capite queste cose siamo pronti per la terza fase:
FASE 3: ESCOGITARE ED ATTUARE UNA STRATEGIA DI RESISTENZA
E qui, per fortuna, i dominanti hanno già lavorato per noi e non ci resta che appropriarci del LORO LAVORO (e vivaddio, una volta tanto!) e usarlo a nostro vantaggio.
Sto parlando dell'opera del sociologo (un tecnico che usa il metodo scientifico, non un "filosofo") Gene Sharp e della sua teorizzazione della tattica della rivolta non violenta. Lo scritto che principalmente ci interessa, liberamente scaricabile da internet e in italiano, è il secondo volume de "La Politica dell'Azione Non Violenta".
EBBENE: proprio il fin troppo facile successo ottenuto da tale tecnica nelle rivoluzioni colorate e pilotate dal Potere, ci fa capire quanto temibile possa essere tale arma se usata come boomerang e sufficientemente supportata da un minimo di organizzazione.
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