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sabato 15 settembre 2018

Immaginare soluzioni diverse



di Mondart

"Sii tu stesso il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"... Riprendo il discorso iniziato con il precedente post, sottolineando fino alla nausea come nessun cambiamento esteso sarà mai possibile se non conquistato innanzitutto a livello di atteggiamento mentale personale e autonomia pratica quotidiana: in sostanza, smettere di delegare e assumersi la responsabilità delle proprie azioni, ovvero smettere di ricorrere al "Genitore Esterno" ed assumere un'Autorità Interna.

IL PIÙ GROSSOLANO ERRORE DEI BLOGGERS
   Ho già detto dei più comuni errori di comunicazione che paradossalmente trasformano il 90% dei blog non in strumenti di liberazione ma, al contrario, in strumenti di amplificazione del Pensiero Unico:

   1) Postare notizie su notizie illudendosi di "fare informazione": anche se ben fatto, tale lavoro sarà del tutto sterile se non accompagnato anche da un tentativo di sintesi e dalla formulazione di una qualche proposta alternativa (è esattamente il principale espediente adottato in ogni media mainstream per creare disinformazione!).
   In questo modo infatti si rischia un'eccessiva sovraesposizione di notizie che, anche se veritiere, non otterranno di fatto che di essere semplicemente "consumate" dal lettore, esattamente come viene consumato un TG o il Corriere. Vengono infatti a mancare nel lettore così sovraccaricato il tempo, il collegamento logico e la spinta psicologica per una loro maggiore elaborazione ed effettiva utilizzazione. E non importa che in questo caso le notizie siano veritiere: importanza maggiore assume il fatto che si spinge ad una loro FRUIZIONE PASSIVA, un ozioso passatempo cervellotico, come può esserlo giocare scacchi piuttosto che tirare calci ad un pallone.
   "Cosa vuoi fare, di fronte a tutto questo?" ...sarà il solo pensiero predominante che alla fine si formerà nel lettore, che si riterrà "informato" ma non muoverà per niente le chiappe verso una qualsiasi ulteriore forma di responsabilizzazione.

   2) Andare alla ricerca del vertice, del responsabile, della "causa prima" come se questo potesse risolvere qualcosa... questo tipo di blogger o è un gatekeeper o è estremamente ingenuo, in quanto (volutamente?) ignora che:
   a) la causa prima siamo proprio noi; gli altri eventualmente sono solo degli approfittatori della nostra dabbenaggine. E anche se in questo blog si sostiene l'idea che l'Uomo nella maggioranza non sia affatto "cattivo" (come vorrebbero invece farci credere i media), non si è mai detto che non sia sostanzialmente coglione, anzi! I fatti dimostrano come oggi l'uomo sia diventato un coglione al cubo, perseverando a remare nella direzione distruttiva contro i suoi stessi più vitali interessi.
   Finché gli uomini continueranno a farsi polli, gli attuali detentori del potere, che non a caso sono proprio dei mercanti, continueranno a spennarli: la sola cosa che i mercanti sanno fare. Semplice e ovvio.
   b) si distoglie energia dal cercare una reale soluzione, inducendo la falsa idea che tutto si potrà magicamente risolvere una volta individuato "il colpevole": Peccato che non ci sarà nessuno a far nulla contro presunto tale colpevole!
   c) si rafforza in definitiva il Pensiero Unico, muovendosi sempre nell'unica direzione voluta dai controllori, invece che promuovere forme di pensiero alternative.

FAVORIRE LA CRESCITA
   Ma c'è un terzo madornale errore psicologico in cui cadono troppo spesso anche quelli più in buona fede: è l'atteggiamento che chiameremo: "Babbo, è stato lui a rubare la marmellata!"

   Questi paladini della giustizia infatti rincorrono sempre l'ultima malefatta del cattivone di turno, e la denunciano a gran voce e con grande sdegno emotivo; sono in genere quelli che credono ancora nella "politica", o comunque in qualche forma di rappresentanza: il loro atteggiamento insomma, è uguale a quello del bimbo che chiama in causa una "Autorità superiore" a fare giustizia. Parafrasando un vecchio slogan pubblicitario, sembrano dire: "Gigante, pensaci tu..." ma A CHI si stanno esattamente rivolgendo, una volta capito che è proprio il potere costituito il problema? Chi ci deve pensare, se proprio il Gigante è il più grande stronzo di tutti? Quale "Autorità" chiamare in causa, quando l'autorità esterna è del tutto malvagia e complice nella causa del problema stesso?

   Se ci pensate bene, è lo stesso atteggiamento psicologico premiato da trasmissioni di sedicente "approfondimento" culturale e politico, i vari Anno Zero, Matrix, Ballarò e via dicendo... dove magari si affrontano anche tematiche scottanti, ma chiamando in causa, quale entità atta a farsene carico, un "Babbo" inesistente, o peggio, proprio il "Babbo Natale venditore di Coca Cola", ossia un propagatore dello stesso sistema che ha generato il problema.
   Insomma ancora una volta si cavalca una sacrosanta, sana e giusta pulsione innata nell'uomo (il tendere naturalmente ad un senso di giustizia che, vivaddio, rimane intatto nella maggioranza delle persone), per condurlo a sfociare in un vicolo cieco... ed è esattamente la tecnica abusata dai media mainstream del "disinnesco" del potenziale esplosivo.

   Comunque sia, così facendo si pone sempre l'accento all'esterno, rinforzando il senso di fanciullesca sudditanza nelle persone ad una fantomatica "Autorità Esterna", che deciderà ed agirà per loro.
   Questo costituisce il problema cardine, in quanto si allontana la gente dalla consapevolezza che loro stesse sono l'unica autorità a cui far riferimento, si incentiva insomma un processo di mancata crescita, di eterno infantilismo, di dipendenza cronica... ma è questo che un genitore equilibrato vorrebbe per il proprio figlio, o non piuttosto che egli possa raggiungere la piena realizzazione di maturità ed equilibrio valutativo, decisionale e fattivo in completa indipendenza?

POTERE E AUTORITÀ
   È lampante come questo si colleghi direttamente a quanto si diceva nel post precedente: facendovi credere che il potere non è nelle vostre mani non solo i controllori possono amministrarlo a loro esclusivo vantaggio, ma vi sfruttano e indirizzano affinché facciate continua professione di fede in tale controllo. E mentre l'Autorità sana tende sempre ad equilibrare e uguagliare i due soggetti (es: maestro e discepolo), questa autorità, di tipo schiettamente sadico, tenderà invece non solo ad aumentare le distanze, ma a mantenerle all'infinito, facendovi credere che siete pecore bisognose di un pastore, voi che invece siete leoni, ossia i veri detentori del potere.
   È un problema che abbiamo già affrontato nel post: "Se fai l'amore con la televisione, ricordati il soprabito..." parlando di comunicazione, a dimostrare come, ancora una volta, sia solo una questione di suggestione collettiva.

   Ragion per cui proporrei a questo punto di mettere i puntini sulle "i" e di dare a Cesare quel che  di Cesare, a cominciare proprio dai termini con cui si indicano concetti molto, molto diversi tra loro: da ora in avanti chiameremo quindi col termine di "Potere" quello che risiede naturalmente nella massa, e col termine di "Piovra" la sovrastruttura che si è impossessata di tale potere, sovrastruttura che lo esercita senza in realtà possederlo, tanto è vero che per esercitarlo deve continuamente servirsi di voi.

IN SOLDONI:
   Ai blogger: Favorire la crescita, evitando gli errori di cui sopra, e non dimenticando mai che il contatore sul vostro blog altro non è che un infernale strumento del sistema.

   Al lettore: Piantarla di ricorrere al Genitore esterno e sviluppare un'autorità interiore autonoma. Insomma provare ad arrivare ad agire in sintonia con una legge interiore senza troppo curarsi del dictat imposto.

IL FILM
   "Un Sogno per domani", titolo italiano del film Play it Forward, tecnicamente parlando è la classica operazione di propaganda per cui si riesce, parlando di un determinato argomento, a veicolare il messaggio subliminale diametralmente opposto: l'empatia e la solidarietà sociale (argomento del film) sono calate in uno scenario di disadattati, di persone problematiche, lo stesso maestro ha il volto deturpato da un difetto fisico. Il bambino, portatore del messaggio sociale, alla fine viene ucciso proprio dai suoi simili.
   Morale indotta: l'uomo è naturalmente cattivo, e questi argomenti sono solo utopie irrealizzabili di una classe che vive ai margini della società, espressione di persone "mancanti" e imperfette.
   (L'happy end è solo un proforma che risponde ad esigenze puramente commerciali di vendibilità del prodotto, ma che non intacca il messaggio subliminale nel suo complesso).
   Decifrazione: ora, poiché noi ormai sappiamo benissimo da chi vengono condotte tali operazioni e quali mentalità abbia chi guida la società occidentale (qui), possiamo decifrare il film in senso totalmente opposto: ossia che la "Piovra" ha una paura folle di queste sacrosante pulsioni di giustizia, di empatia, di solidarietà, e per questo le minimizza e le sminuisce come "utopiche" espressioni di falliti, di persone socialmente disadattate o comunque con grossi problemi. Quindi non fatevi ingannare: la verità è che la Piovra teme come la morte che un tale comportamento empatico possa arrivare a manifestarsi apertamente.

giovedì 16 agosto 2018

Fiction e Talk Show sono gli aspetti più pericolosi della Televisione (Parte 1)


di Mondart

   La Televisione è la Mamma, il Sistema il Papà, la Popolazione l'eterno Bambino da indirizzare e/o controllare, ma sempre evitando che cresca.

   Torniamo a parlare di Televisione quale aspetto più emblematico del lavoro psicologico che viene condotto sulle nostre menti al fine di tenerci nella condizione di eterna sudditanza. Non è solo la TV ovviamente a fare questo, ma TUTTO il messaggio sociale nel suo complesso; e poiché il nostro fine è cominciare a "vedere il condizionamento", per poter difendercene e riuscire a pensare e realizzare delle alternative, prenderemo ancora una volta la TV come emblema più chiaro e decifrabile, nonché il più potente: basta andare a rileggersi quanto prevedeva il Piano di Rinascita Democratica (altrimenti detto P2 o "Propaganda 2", nome che è la precisa dichiarazione d'intenti di un modus operandi) per capire infatti quale importanza è stata attribuita al fine di plasmare e surrogare le coscienze.

   Per inciso, il piano prevedeva la destrutturazione della stessa RAI per sostituirla con televisioni private (allora la RAI aveva ancora una funzione "educativa", e alcuni ricorderanno certamente programmi di alfabetizzazione di massa come "Non è mai troppo tardi").

   Il Potere infatti altro non è che "pensiero condiviso e accettato" (e su questo torneremo in un prossimo post) ed il problema di controllare la massa si è sempre posto al Potere; nell'antichità per esempio tale controllo veniva svolto egregiamente dalle Religioni. La forma del controllo è sempre e comunque l'induzione di un inconscio collettivo, induzione praticata non attraverso la ragione (che è del tutto inadatta a tale scopo) ma attraverso l'emotività, le emozioni, la suggestione, la paura e il desiderio, attraverso un meccanismo sottile di premi e disincentivi psicologici, insomma attraverso gli strumenti propri di ogni educazione, e ben noti ad ogni genitore... con la differenza che mentre un bravo genitore tenderà alla crescita, all'effettivo sviluppo e autonomia de proprio bimbo, qui si cerca l'effetto opposto, ossia un perenne incatenamento ad uno stato di fanciullesca inferiorità, sudditanza, bisogno di riferimento ad un "superiore" che fornirà tutte le risposte.

   A questo scopo l'individuo non deve plasmarsi, ma rimanere "poltiglia sociale", massa appunto il cui comportamento sia riconducibile a poche e ben precise dinamiche facilmente prevedibili e controllabili, che verranno infine sempre qualitativamente livellate verso il basso (e non verso l'alto, come dovrebbe fare un'educazione che si rispetti).

   È esattamente lo stesso concetto del "Dogma" medievale, che non era discutibile, che non ammetteva risposte al di fuori di sé stesso (ricordate "Il Nome della Rosa"?), pena l'essere tacciati e perseguiti di Eresia.
   La televisione attraverso fiction e talk show non impone dogmi ma limita la rosa delle possibili alternative a quelle approvate dal sistema, promuovendole e premiandole finché verranno inconsciamente ritenute le sole percorribili.

   Ora, diventa necessità automatica fare un volo pindarico proprio sulla massoneria, ossia il pensiero che originariamente si contrappose nel modo più energico e vitale al Dogma ecclesiastico... massoneria che dunque parte bene ma finisce male, finendo per esercitare (e il Piano P2 sopracitato serviva solo da piccolo esempio di ciò) lo stesso potere che si proponeva di combattere.
   Diciamo, in una parola, che il potere economico che si celava dietro la massoneria ha visto quanto poteva risultare per sé vantaggioso rimanere in questa condizione "ad eternum", senza più uscire allo scoperto: era l'espediente perfetto per la vittoria sulla corrosione storica del potere stesso, consunzione studiata e teorizzata dal Giambattista Vico coi suoi "corsi e ricorsi" storici. Consunzione che veniva determinata dall'opposizione, o comunque dal "non consenso" della parte integra della popolazione; questo ci istruisce anche sul perché la ricerca del consenso sia così importante paradossalmente proprio tra i poteri che si pongono come assoluti e autoritari.
   La grande vittoria del disegno massonico riguardante il controllo dell'opinione verteva su due punti essenziali:
   1) Impedire che la popolazione sia "integra" nella sua capacità di intendere e di volere.
   2) Impedire il realizzarsi di una reale alternativa ad un modello di comportamento indotto.
   Ma anche su questi punti torneremo con maggior chiarezza.

   Oggi assistiamo infatti ad una stranissima "schizofrenia sociale" dove, se da una parte sono stati pienamente applicati gran parte degli assunti massonici nel tessuto sociale (distruzione della sovranità degli Stati, distruzione del potere persuasivo della religione cattolica, distruzione della famiglia come nucleo sociale e insieme di valori di riferimento, etc. - e questo poteva, nelle intenzioni primigenie, anche avere un valore in sé positivo), non è stata parallelamente sviluppata nella popolazione quella maturità individuale che le avrebbe permesso di giovarsi positivamente di questi cambiamenti, ossia la crescita individuale e l'evoluzione dell'individuo verso l'autogoverno; al contrario, si è lavorato sempre più per trasformare la popolazione in "massa" (quindi un processo contrario di de-individuazione) ancor più pilotabile che non nel medioevo.
   La massoneria quindi, come tutti i movimenti rivoluzionari guidati da una classe, ha distrutto un potere semplicemente per rimpiazzarlo con una nuova tirannide, la tirannide psico-capitalista, ed affermare e consolidare il suo potere.
   Altro che sviluppo dell'Umanità e del Progresso... cialtronate di astutissimi manipolatori.

   Si assiste infatti sul piano psicologico e ideologico a quanto si assiste sul piano economico: mezzi potenzialmente ottimi e portatori di vera libertà e crescita individuale (una VERA politica monetaria ed un VERO mercato libero, non strumentalizzati da poteri occulti sarebbero stati per esempio ottimi strumenti di sviluppo collettivo) sono stati ritorti contro la massa a favore di una piccola élite, permettendole di ottenere e mantenere un controllo duraturo nel tempo.
   Sul piano del consenso, si sono sfruttate invece le nuove conoscenze psicologiche per plasmare gli individui in modo da far loro desiderare le catene stesse che li avrebbero imprigionati (emblematica in tal senso la frase pronunciata in 1984 dal Torturatore: "Finirai per amarmi").

   Ma torniamo veramente a noi: Chi vi ha messo in testa infatti, solo per fare un esempio, che dovete essere governati da una struttura esterna piramidale e autoritaria? Anche questa è una balla colossale, come balla colossale è l'affermazione che "altrimenti ci sarebbe il caos generale..." mica vero, e un esempio vivo e lampante l'abbiamo quotidianamente sotto gli occhi ogni santo giorno: la rete.

   La rete infatti (sempre che non venga imbrigliata) è il perfetto "esperimento in vitro" dell'autogoverno anarchico: benché in rete ognuno sia libero di fare quel che vuole senza controlli, senza premi ne punizioni di sorta; di dire le cose più eccelse come le più grosse idiozie, di comportarsi da criminale come da mente sublime, sarà alla fine proprio la libertà e l'apertura del sistema stesso ad auto perfezionarlo, a selezionare la qualità sia dei contenuti che del servizio.
   Il singolo utente infatti, proprio in quanto non massificato da condizionamenti esterni imposti da un soggetto manipolante, sarà incentivato ad usare la propria testa, per esempio, per capire se fidarsi o meno di una fonte, per capire se un blog parla di cose sensate o di cialtronerie, e dovrà fare tutto un lavoro di confronto, verifica e controllo continuo su sé stesso e sul materiale a disposizione, esercitare continuamente la sua capacità di analisi e senso critico, e infine affidarsi solo al buon senso: ossia l'esatto contrario della delega deresponsabilizzante, è proprio il tipo di lavoro che politicamente abbiamo rinunciato a fare, delegandolo a puri approfittatori, e che dovremo per forza tornare a fare se vogliamo trovare un rimedio nell'attuale stallo.
   Un lavoro che migliora non solo il singolo ma la struttura stessa... cosa impensabile negli attuali ordinamenti politici.

   Ovvio che qualsiasi alternativa al marcio sistema concretizzatosi debba prevedere un lavoro analogo, ossia un riappropriarsi della testa, del tempo e infine della decisionalità. Ed ovvio che questo sarà tanto più possibile quanto più il sistema che si andrà a instaurare avrà le caratteristiche della rete.
   (Confesso che tutt'oggi il web per me è un vero mistero, mi verrebbe da dire che i dominanti ci abbiano concesso quest'ultima possibilità nella partita vitale che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, mentre tutte le altre vie sono impedite... e se così fosse, bisognerebbe effettivamente riconoscere una volontà di "Illuminazione" a chi per altro verso ci incatena, facendoci ostinatamente capire la fallacità dei vecchi sistemi... ma questa è solo un'illazione, magari una speranza... dovrei essere un 33° grado per saperlo, ma sono solo al 32). Comunque sia, vale la pena sfruttare al massimo tale opportunità, e capire che il sistema "web" può essere perfettamente trasferito anche al sistema sociale: i pirla, gli approfittatori, i lucratori, i trolls, i disinformatori sul web vengono facilmente sgamati, e dopo poco nessuno se li fila. Un sistema che si autocorregge istante per istante: la vera vittoria sulle teorizzazioni del Vico.
   Ed anche questo sarà argomento di successiva e più ampia trattazione.

venerdì 10 agosto 2018

Ma perché non se ne stanno tranquilli a casa loro? (Seconda parte)



Riassumendo, vediamo brevemente le caratteristiche che hanno storicamente favorito il predominio della caratterialità sadica nella civiltà americana in particolare ed in seguito, per "rientro dell'esportazione", in quella occidentale da cui effettivamente parte tutto:

Dinamiche favorenti Storiche
L'attuale classe dominante occidentale nasce storicamente nell'Europa del '400/'500 con la borghesia commerciale favorita dalla fine del Medioevo e dagli scambi commerciali navali. Ben presto tale borghesia, detentrice del reale potere economico, comincia ad aspirare anche al potere politico, e lo fa sovvertendo nel corso della storia i poteri assoluti "ad alta decisionalità" di Re, Principi e Vescovi, ed instaurando strutture "a bassa decisionalità ed altamente burocratizzate", molto più facili da infiltrare, che vedranno nella democrazia la forma più adatta all'instaurarsi del nuovo potere. Commercio, filosofie umaniste, massoneria, se all'inizio hanno l'utile funzione di destabilizzare il potere assoluto di stampo medievale, diventano poi gli strumenti d'elezione per la presa e mantenimento di potere di questa nuova classe.

Dinamiche favorenti Religiose/Filosofiche
La caratterialità sadica viene storicamente favorita (e qui non saprei dire se e quanto anche "preparata" da una sapiente propaganda culturale) prima della Riforma Calvinista (che di fatto con la teorizzazione dei principi di "Elezione incondizionata" e di "Mandato creazionale" sovverte i principi cristiani premiando l'egoismo e il dominio quali qualità eticamente desiderabili), poi da tutte le filosofie e scuole di pensiero moderne (sostanzialmente da Kant in poi, dove con il postulato di "Male Radicale" si accredita l'idea della intrinseca incapacità umana di scegliere il bene, col conseguente bisogno di una guida e della giusta punizione - ossia proprio ciò che il sadico dice al dominato!). Tutte le nuove teorizzazioni filosofiche da Kant in poi, ivi incluse anche quelle di Capitalismo e Comunismo, non saranno altro che "i media" di diffusione del pensiero della nuova classe egemone.

Dinamiche favorenti Organizzative e Territoriali
Il carattere di "trasmissibilità" sociale del carattere sadomasochista, e della facilità con cui tale dominante riesce vincitore ed ottiene il pieno controllo sociale, è attuato proprio attraverso una struttura a "piramide" che si alimenta praticamente da sé, semplicemente parassitando le architetture democratiche che si sono dimostrate essere il terreno migliore e prediletto a tale scopo (niente come una democrazia fornisce infatti una forte burocratizzazione peraltro poco controllabile e quindi facilmente infiltrabile da persone ben motivate ad assumere il controllo, in questo favorite anche dalla "bassa decisionalità" del sistema subentrante alla "alta decisionalità" delle precedenti monarchie). Come già anticipato, la migrazione nel nuovo mondo e lo sviluppo sociale di questa praticamente unica caratterialità senza opposizioni né antagonismi, ne ha determinato sia la presa di potere sul resto della popolazione che la particolare connotazione distruttiva della civiltà americana.

TUTTO SI SPIEGA
Da notare, infine, come tale ipotesi "sadica" (per la quale il "nemico" è semplicemente l'altro da sé, da sottomettere o distruggere senza scrupoli) spieghi perfettamente i tanti "non sense" che ancora appaiono con eclatante evidenza e che non si giustificano con gli altri tipi di approccio usati per capire le attuali dinamiche sociali; non sense tra cui spicca in modo abnorme e sconcertante la totale assenza di empatia dei dominanti verso le loro stesse popolazioni, cosa che diventa invece chiarissima quando si capisce che il primo e vero nemico dell'attuale élite di potere è appunto la massa della popolazione, e contro di essa è effettivamente rivolta ogni loro azione... (come abbiamo visto non c'è infatti alcuna motivazione logica che regga la giustificazione di guerre intraprese in giro per il globo, guerre solo apparentemente rivolte verso popoli "canaglia" (colpevoli solo di esistere), ma che realmente attaccano TUTTA la massa popolare, a cominciare proprio dalla stessa popolazione americana che da tali guerre viene prima impoverita e poi semplicemente distrutta, sfoltita con vari metodi più "socialmente accettabili" quali il lasciarla senza casa, senza previdenza sociale e senza assistenza medica; alla fine, eventualmente, ci penserà poi un bel terremoto intelligente o uno tsunami a far piazza pulita di un po' di fastidiosi straccioni - ricordate Katrina e la "solerzia" di Bush?)

Si spiegano così gli eccidi di massa, i massacri gratuiti di civili e prigionieri di guerra, i bombardamenti dall'alto sulla popolazione civile, l'utilizzo su vasta scala del micidiale uranio impoverito che impedirà la normale ripresa e riproduzione dei popoli aggrediti; si spiega la volontà criminale di perseguire il controllo climatico, alimentare, energetico, etc.; si spiegano la reintroduzione della tortura su vasta scala, il bisogno di distruggere non solo il "terrorismo" ma qualsiasi altra cultura e pensiero alternativo, e la necessità che il mondo adotti quindi il loro solo "pensiero unico"; si spiegano gli omicidi rituali (che non sono "satanici", ma servono più prosaicamente al soddisfacimento delle pulsioni sadiche dei più malati e potenti tra tali individui), la tratta di minori a scopo di stupro e violenza, nonché il loro utilizzo per l'espianto degli organi e la produzione di film in cui il soggetto viene violentato, torturato e infine ucciso (snuff movies); si spiegano le sette segrete, i rituali e il bisogno di segretezza in genere, l'accanimento con cui si promuovono sempre nuovi conflitti, crisi e catastrofi senza minimamente tener conto della vita umana; si spiega il messaggio mediatico di menzogna nella sua interezza, e l'intrattenimento sempre più a sfondo sadomasochista volto a creare nella massa le condizioni favorenti al diffondersi di tale patologia; si spiega il terrore folle di questa gente di essere scoperta, si spiega il perché tengano tanto a riprodursi seguendo precise linee di sangue, si spiega in una parola il perché di questa folle pulsione a sottomettere l'umanità...

...e di questo tengano conto tutti i vari opportunisti che per potere o denaro o semplicemente cedendo al ricatto accettano ora di unirsi e di allearsi con gente siffatta: non ci si accorda con un sadico, se non diventando automaticamente masochisti e accettando la sua pulsione di dominio; pulsione che all'inizio potrà anche essere camuffata, ma che alla lunga non mancherà di mostrare il suo vero volto, per il sadico non esistono amici ma solo nemici da distruggere o ridurre al puro stato vegetativo, senza nessuna reale indipendenza ed autonomia dalla sua persona, il sadico è un malvagio ed userà la sua accresciuta potenza sempre e solo in tale direzione, in un circolo perverso che prevede solo la sussistenza del dominato "utile".

IL MONDO È DUNQUE IN PERICOLO?
Certamente, perché tale caratterialità posta ai vertici tende a plasmare la società a sua immagine, somiglianza e "consumo"; in una società così fatta non ci sarebbe più posto per lo sviluppo di un individuo normale, che si vedrebbe costretto ad involvere a sua volta verso tendenze sadiche o masochiste, chiudendo il cerchio di quel "Mondo Nuovo" tanto caro ai sadici oggi al dominio. È quanto hanno già fatto culturalmente e mediaticamente in occidente, è quanto si sta facendo, andando meno per il sottile, col globo intero. E proprio nel fatto di vedersi chiaramente a rischio in una società "normale", è da leggere il tentativo attualmente posto in atto di guidare la nostra civiltà verso una forma sadica "globale". In questo i dominanti sono ed agiscono esattamente come "alieni" che, al fine di preservare la loro sussistenza e le loro necessità antisociali di violenza e controllo, devono per forza di cosa assumere il pieno controllo sociale e replicarlo su scala globale. È una battaglia per l'esistenza e la sopravvivenza di una "specie" che vede nei "normali" contemporaneamente il suo "cibo" quanto il più acerrimo nemico; una specie che sa di essere in minoranza (la stessa minoranza dei soldati che in guerra, per esempio, si trasformano in spietati aguzzini) e che proprio per questo deve accedere alle leve del potere, cosa in questo facilitata dal loro carattere tipicamente "autoritario". Come abbiamo visto sarà poi la stessa struttura sociale a selezionare automaticamente il carattere e gli individui più idonei alla sua perpetuazione.

LE RAGIONI DELLA SPERANZA:
C'è una speranza dunque di poter uscire da tutto ciò? È sempre Fromm a fornirci una possibile risposta, da ricercarsi nel fatto che tale carattere, contrariamente a quanto vogliano farvi credere i dominanti stessi, NON sia affatto innato nell'uomo e che anzi sia sempre l'espressione di una esigua minoranza, come in minoranza sono le tribù che adottano per sé stesse uno schema di sviluppo distruttivo:

"D'altra parte le forme "maligne" d'aggressione - sadismo e necrofilia - "non" sono innate, e possono quindi essere sostanzialmente ridotte, se le condizioni socioeconomiche si evolvono in modo da favorire lo sviluppo completo delle esigenze e delle capacità umane genuine, lo sviluppo dell'attività e del potere creativo dell'uomo come suo autentico obiettivo. Sfruttamento e manipolazione producono noia e superficialità, storpiano l'uomo, e tutti i fattori che paralizzano psichicamente l'individuo lo trasformano necessariamente in sadico e distruttore". 

domenica 5 agosto 2018

Ma perché non se ne stanno tranquilli a casa loro? (Prima parte)

di Mondart


Bella domanda... la domanda che tanti si pongono, ma a cui nessuno è ancora riuscito a dare una risposta plausibile.

Questione affrontata in sede "ufficiale" con ignobili e funamboliche teorizzazioni di tipo pseudo-ideologico, pseudo-economico e pseudo-scientifico, che altro non sono che inaccettabili operazioni di spin doctoring atte a giustificare e diffondere nell'Occidente la personale e discutibilissima visione del mondo di una ristretta élite al comando; e questione per altro troppo spesso affrontata dalla cosiddetta controinformazione con teorizzazioni altrettanto fantasiose e discutibili, che non fanno che fuorviare ed allontanare da una realistica e concreta comprensione dei fatti.

Comprensione che, trattandosi di uomini e di rapporti tra uomini, andrà cercata innanzitutto nella loro testa e nelle più fondamentali e primitive dinamiche di interazione sociale: chi si ostina a dare di tali motivazioni una visione di tipo solamente economico e strategico, ideologico e geopolitico, o al contrario solamente di tipo massonico, occulto e religioso, somiglia all'ubriaco che avendo perso le chiavi di casa in un altro punto continua a cercarle solamente sotto il lampione, giustificandosi razionalmente col fatto che "li ci si vede". Motivazione che ha una sua logica ben precisa e a suo modo anche inattaccabile, ma purtroppo fallace in quanto si scambia la "sovrastruttura" comportamentale con le sue "fondamenta", e la giustificazione razionale con la sottostante pulsione di tipo prettamente psicologico e sociologico.

Qui tenteremo pertanto un approccio di tipo storico-sociologico, antropologico e psicologico, che analizzi innanzitutto il rapporto tra caratterialità umane e struttura sociale, vedendo come determinati meccanismi, determinate dinamiche sociali finiscano per premiare o al contrario far soccombere tipologie caratteriali ben precise.

È quanto già sostenuto dalla "Scuola di Francoforte" e dimostrato in particolar modo da Erich Fromm che, con buona pace di tutto il pensiero filosofico occidentale di impronta tipicamente kantiana, afferma che la natura umana tende automaticamente al bene, ma è potenzialmente e psicologicamente fornita anche degli strumenti atti a perpetrare il male se il tipo di società in cui si troverà ad interagire non saprà adeguatamente soddisfare poche e basilari esigenze inalienabili di base, o ne dia un soddisfacimento distorto. Rimandiamo ad un prossimo post la trattazione più approfondita di quanto qui anticipato, ci interessa qui sottolineare come l'interazione tra individuo e forma organizzativa sociale selezioni delle categorie caratteriali ben precise portandole a detenere il potere, e come quella stessa società verrà da esse orientata verso uno sviluppo favorente la vita o al contrario favorente la distruttività e la morte, con una dinamica "circolare" in cui individui più o meno sani o malati favoriranno schemi e comportamenti sociali altrettanto sani o malati; a questo punto sarà lo stesso impianto sociale così formato a plasmare e selezionare la caratterialità più adatta al mantenimento e perpetuamento della struttura stessa. Al fine di poter meglio individuare il carattere psicologico di base di una società dovremmo sfrondarne l'osservazione da ogni sovrastruttura e giustificazione razionalizzante, e studiarla esattamente come studieremmo l'agire di un piccolo gruppo tribale, o ancora meglio di un singolo individuo (ed il potere, a tutti gli effetti, si organizza sempre come una piccola ed esclusiva élite tribale).

PERCHÉ dunque, aldilà delle mistificazioni razionalmente portate, davvero "non se ne stanno tranquilli a casa loro?"
Si può quindi a ragion veduta leggere nella caratterialità di base della civiltà americana una risposta a tale domanda; risposta qui enunciata solo per sommi capi, e che andremo a sviluppare nel corso di questo e dei prossimi post.

1) Per un disegno atavico di controllo del mercato orientale.
Questo è un motivo storico, risalente ancora all'epoca del dominio navale inglese e assunto a motivo esistenziale proprio dalla classe borghese e commerciale che migrò nel nuovo mondo, fondando gli Stati Uniti d'America (è quanto vederemo nel prossimo post).

2) Per il carattere tipicamente "sadico" del gruppo di potere alla guida di questa civiltà.
E questo è un argomento complesso che coinvolge sia motivi storico-religiosi, che filosofici e territoriali che hanno costituito le variabili storicamente favorenti alla selezione di particolare caratterialità sadica (e sotto vedremo cosa intendo esattamente con tale termine) che poi, migrando verso un nuovo territorio vergine - dove le culture locali vennero semplicemente sterminate insieme ai locali stessi - ebbe modo di svilupparsi praticamente incontrastato, senza doversi misurare con altre culture e forme di pensiero e di civiltà differenti: uno sviluppo questo socialmente simile a quello di un'unica tribù su una gigantesca isola deserta. Unicità di pensiero, carattere ed intenti che porta ben presto il gruppo egemone e sadico ad avere il pieno controllo sul resto della popolazione, divenendo l'attuale vero governo ombra degli USA.

Tentando dunque di fare qui un ENUNCIATO di quanto andremo via-via ad argomentare nel corso del post e dei successivi, possiamo sommariamente dire che:
Con l'Umanesimo e Rinascimento si sviluppa in Europa una classe borghese commerciale che diviene ben presto ricca e potente soprattutto grazie al commercio marittimo con l'Oriente. Nasce allora nella "mente" di tale classe sia il disegno esterno di controllo dell'Oriente, sia quello interno di assurgere a maggior potere politico, in quanto classe già detenente il potere economico.
(Entrambi i disegni sono tuttora perseguiti, con la sola differenza, riguardo il disegno interno, che mentre prima il nemico era da identificarsi "in alto", ossia nei Principi e nella Nobiltà, oggi è da identificarsi "in basso", ossia nella massa della popolazione).
Caratteristiche culturali legate allo sviluppo di un nuovo pensiero filosofico-religioso (sostanzialmente l'Umanesimo e la Riforma Protestante con la sua deriva Puritano-Calvinista) favoriscono sia l'ascesa al potere di tale classe, che la successiva selezione sociale di una caratterialità individuale ben precisa: il carattere sadico, i cui tratti specifici (una "sindrome" sintetizzabile nella necessità di un estremo controllo sull' "altro", nella sua percezione solamente di "cosa da dominare", nella conseguente mancanza di qualsiasi empatia verso la vita e forme di pensiero autonomo e spontaneo, nella pulsione di "accumulare", nel valore del "soldo" e della ricchezza assurti ad unico valore esistenziale) ben si sposano con le necessità "politiche" di tale classe. È questa particolare caratterialità che, migrando in America dove ha modo di svilupparsi incontrastata, prende il pieno controllo sociale, determinando l'attuale civiltà americana di tipo chiaramente distruttivo e necrofilo.

Anche qui, vediamo una breve anticipazione dei concetti di "società distruttiva" e di "carattere sadico" come formulati da Fromm: analizzando l'evoluzione spontanea e non contaminata di forme semplici di organizzazione tribale, Fromm individua 3 tipi di società:

1) Sistema A: società che esaltano la vita
In questo sistema, ideali, usanze e istituzioni servono soprattutto a preservare e a incoraggiare la vita in tutte le sue forme. L'ostilità, la violenza, la crudeltà sono ridotte al minimo, non esistono pene severe, il delitto è praticamente assente, al pari dell'istituzione della guerra che, tutt'al più, ha un ruolo insignificante. I bambini sono trattati con dolcezza, non vengono inflitte pesanti punizioni corporali; in genere le donne godono della più assoluta eguaglianza con gli uomini, o per lo meno non sono né sfruttate né umiliate; l'atteggiamento verso il sesso è generalmente permissivo e affermativo. L'invidia, l'avarizia, l'avidità, lo sfruttamento sono ridottissimi. Scarsi sono anche la competitività e l'individualismo, diffusa la collaborazione; la proprietà personale riguarda soltanto gli oggetti che vengono usati individualmente. Esiste un generale atteggiamento di fiducia e confidenza, non solo negli altri, ma particolarmente nella natura; il buon umore prevale, mentre gli stati d'animo depressivi sono relativamente assenti. Fra le società che rientrano in questa categoria esaltatrice della vita, ho collocato gli indiani Zuñi Pueblo, gli Arapesh di montagna e i Bathonga, gli Aranda, i Semang, i Toda, gli Esquimesi del Polo e i Mbutu.

2) Sistema B: società aggressive ma non distruttive
Questo sistema ha in comune col primo la caratteristica fondamentale di non essere distruttivo, ma si differenzia da esso nel senso che aggressività e guerra sono eventi normali, sebbene non di importanza centrale, e nel senso che competizione, gerarchia e individualismo sono presenti. Pur non essendo affatto permeate di distruttività o crudeltà o di esagerata diffidenza, in questa società sono sconosciute quella dolcezza e quella fiducia che sono caratteristiche del sistema A. Per meglio definire il sistema B, si potrebbe forse dire che è imbevuto di uno spirito di aggressività maschile , di individualismo, del desiderio di ottenere determinate cose e di realizzare dei compiti. Secondo la mia analisi le seguenti quattordici tribù rientrano in questa categoria:gli Esquimesi della Groenlandia, i Bachiga, gli Ojibwa, gli Infugaos, i Manus; i Samoani, i Dakota, i Maori, i Tasmaniani, i Kazak, gli Ainu, i Crow, gli Inca e gli Ottentotti.

3) Sistema C: società distruttive
La struttura delle società del sistema C è nettamente delineata. È caratterizzata d grande violenza interpersonale, distruttività, aggressione, crudeltà, sia all'interno della tribù sia contro il mondo esterno, da piacere della guerra, malignità, tradimento. L'intera atmosfera di vita è permeata di ostilità, tensione, paura. In genere la competitività è altissima, la proprietà privata (se non di oggetti materiali, di simboli) è esaltata, la gerarchia è rigida e le guerre frequentissime. Esempi di questo sistema sono i Dobu, i Kwakiutl, gli Haida, gli Aztechi, i Witoto, i Ganda.
(Non pretendo che la mia classificazione di ciascuna società in queste categorie non sia discutibile, ma, che si approvi o no la classificazione da me proposta di qualche società, non fa molta differenza, dato che la mia argomentazione non è statistica, ma qualitativa. Il contrasto essenziale investe da un lato i sistemi A e B, entrambi affermatori della vita, e dall'altro il sistema C, fondamentalmente crudele e distruttivo, cioè sadico e necrofilo).
In quale delle tre categorie classificare l'attuale civiltà americana non dovrebbe costituire difficoltà di sorta per qualsiasi persona dotata di un minimo di obiettività e buon senso. Vediamo ancora brevemente come Fromm e Barrett descrivono il carattere sadico, e la sua incidenza storica:

Fromm: "Io propongo invece la tesi che il nucleo del sadismo, comune a tutte le sue manifestazioni, sia "la passione di esercitare un controllo assoluto e illimitato su un essere vivente", sia esso animale o bambino, uomo o donna. Costringere qualcuno a sopportare pene o umiliazioni senza avere nemmeno la possibilità di difendersi è una delle manifestazioni di controllo assoluto, ma non è certo l'unica. Chi esercita il controllo assoluto su un altro essere trasforma quest'ultimo in un suo oggetto, in una sua proprietà, di cui diventa il dio. Talvolta il controllo può persino essere benefico, e in tal caso potremo parlare di sadismo benevolo, come in tutti i casi in cui una persona domina l'altra per il suo bene, incoraggiandone di fatto lo sviluppo sotto diversi aspetti, ma tenendola in catene. Quasi sempre, però, il sadismo è malevolo. Controllare completamente un altro essere vivente significa mutilarlo, soffocarlo, frustrarlo. Tale controllo presenta tutta gamma di forme e livelli."

Kevin Barrett: ... "Gli psicopatici hanno svolto un ruolo sproporzionato nello sviluppo della civiltà, perché si prestano più facilmente a mentire, uccidere, ingannare, rubare, torturare, manipolare e, in generale, infliggere grandi sofferenze ad altri esseri umani senza alcuna sensazione di rimorso, al fine di stabilire il proprio senso di sicurezza attraverso il dominio. [...] Quando si comprende la vera natura dell'influenza dello psicopatico, che è privo di coscienza, emozioni, egoista, freddo calcolatore e privo di qualsiasi morale o norme etiche, si inorridisce, ma allo stesso tempo tutto comincia improvvisamente ad avere un senso..."

Ancora Kleeves: ... "Ora, come definire scientificamente il fenomeno psicologico che coinvolse i Puritani? La verità è che si trattò di una forma di alienazione mentale di massa. Infatti comportò una radicale estraniazione dalla realtà: la vita - lo capisce chiunque - non può ridursi alla ricerca della ricchezza materiale ed alla sua contabilità; di massa perché riguardò un numero significativo di persone. Singoli individui possono perdere il contatto con la realtà per cause specifiche o patologiche; molti di loro possono farlo più o meno contemporaneamente se le potenziali cause sono sociali; se costoro, poi, migrano e danno luogo ad una discendenza, a un popolo, il medesimo avrà la stessa impronta psicologica, soprattutto se si trova a disposizione un corpus dottrinale adatto perpetuare nello spazio e nel tempo le forme di alienazione dei fondatori. Ne deriva un intero popolo che, a ragione, può definirsi alienato, portatore di un grave distacco dalla realtà fattuale. Così si formò il popolo americano. Non ci sono dubbi che ci troviamo in presenza di una degenerazione, di una patologia [...] La risposta alla domanda "cosa farebbe il popolo americano se fosse completamente libero di fare ciò che vuole", mette i brividi. Abbiamo visto i massacri e i genocidi di cui si è reso protagonista nel passato e che continua a compiere, e ne abbiamo considerato anche le motivazioni: sempre e solo i soldi. È facile immaginare cosa farebbe, se potesse: si impadronirebbe dei beni del mondo e piegherebbe ogni cosa ai suoi desideri di arricchimento [...] Questo è il colossale problema che il mondo si trova a dover affrontare, la questione di un popolo affetto da una psicopatia piuttosto grave, che ha perso ogni interesse per la vita in tutta la sua estrema varietà e si dedica con esclusiva, maniacale energia a un unico scopo: arricchirsi, e farlo sempre in misura maggiore degli altri."

Nella parte due vedremo le caratteristiche che hanno storicamente favorito il suo predominio nella civiltà americana in particolare ed in seguito, per "rientro dell'esportazione", in quella occidentale da cui effettivamente parte tutto.

lunedì 23 maggio 2016

Cosa fare?



Davvero c'è un baratro davanti a noi, stiamo correndo verso l'abisso con lo sguardo incollato al cellulare. 

Vorrei dire VOI, ma devo usare il NOI perché anch'io vengo spinto verso il baratro, nonostante cerchi di andare dalla parte opposta vengo trascinato dalla folla. Da persone rese cieche dal cellulare, lo sguardo perso in un mondo che non esiste.

Si corre in mezzo ad una palude velenosa. Mangiamo veleno, beviamo veleno e respiriamo veleno.

Che banalità! Quante volte avete sentito o letto ciò che qui sopra è scritto? Ormai ha perso di significato, sapete che è tutto vero eppure non impiegate un secondo per cambiare. 

Come? Come si cambia? Ah intendo cambiare sé stessi non il mondo, troppo facile annunciare: "cambierò il mondo" senza cambiare sé stessi. 

Ogni libertà va conquistata prima a livello di pensiero, quindi per cambiare sé stessi bisogna cambiare il nostro modo di pensare, di costruire i ragionamenti, bisogna, insomma, cambiare il nostro immaginario, perché è il nostro immaginario a definire le nostre azioni e quindi la realtà intorno a noi (si, è tutto intorno a te).

E come si cambia la nostra mente? La nostra mente si cambia modificando i nostri comportamenti e viceversa.

1) Buttate via la televisione. Si lo so, banalissimo, lo dicono tutti i guru più cool, e in effetti non avere la televisione fa molto snob. La TV è uno strumento micidiale, propaganda disponibile 24/24 che plasma, letteralmente, l'immaginario di intere nazioni, del mondo oserei dire, e poi questo immaginario si traduce in azione, perché noi tentiamo di realizzarlo, cambiando così la realtà che ci circonda... non so se cogliete il potenziale utilizzo di questo strumento di controllo. Per approfondire: Se fai l'amore con la televisione... e Cos'è la realtà?  

Dopo che vi sarete sbarazzati della TV (adesso hanno fatto la furbata di mettere il canone RAI nella bolletta elettrica...), vi serviranno nuovi mezzi per informarvi, internet fa al caso vostro ma, ed è un ma grosso come il K2, niente Facebook, Twitter, Instagram (uno dei peggiori), etc. etc.  quindi il punto due è:

2) Niente Social Networks. Perché? Vi starete chiedendo, oppure: "Eh si ma cheppalle non ti va bene niente." Già può sembrare così, la verità è che ci sono davvero poche cose che vanno bene a questo mondo. I Social Networks (Reti Sociali) anzitutto sono il contrario della socialità, che è incontrarsi e guardarsi negli occhi, essere presenti fisicamente e mentalmente. Tuttavia la cosa più subdola dei Social è che soffocano la capacità di argomentare, parola strana eh? La capacità di argomentare consiste nel saper sostenere un discorso (argomentazione) mediante il quale si cerca di fornire un fondamento alla propria posizione (asserzione) su un qualsiasi tema. Continuando su questa china si arriverebbe a parlare di filosofia (bleah! roba da vecchi, meno male che la stanno togliendo dalle scuole, noi siamo gggiovani), logica (ri-bleah!) e retorica (questa non sapete neanche cosa significa), quindi passiamo oltre.

Come avrete capito argomentare non è semplice, richiede conoscenza del tema che si vuole sostenere, una capacità di linguaggio articolata e (ma forse chiedo troppo) la conoscenza di, almeno un po', di retorica. Ho messo quelle parole in grassetto per un motivo, il motivo è che quella capacità di linguaggio è ciò che i Social ci tolgono. È vero che Facebook permette di scrivere post lunghi ma quanti lo fanno? E in quanti li leggono? I Social  ci tolgono la capacità di argomentare imponendoci di esprimerci in poche, pochissime parole, o solo in immagini. Non basta postare una frase famosa per sostenere un argomento (o un immagine con una frase famosa), bisogna studiare e questo mi porta al prossimo punto:

3) Studiare la Storia. Questo è un punto che farà storcere il naso a molti, del resto la scuola fa il suo dovere togliendo la voglia di conoscenza e studio (una rivelazione: studio e scuola non sono sinonimi). Perché studiare la storia? Semplice, per capire il presente. Studiate il passato per comprendere il presente e, quindi, vedere il futuro. Capire il presente non vi farà più sentire smarriti, saprete analizzare criticamente gli eventi, trarre delle conclusioni e delle opinioni che siano Vostre e non di esperti a gettone che berciano dalla scatola parlante (TV).

Ma forse volete qualcosa di più immediato... qualcosa che si possa fare subito, magari domani stesso? O forse oggi? Le banche sono ancora aperte?

4) Chiudete il conto in banca/posta. Noi abbiamo un'arma. Potente, molto potente. Noi abbiamo i soldi. Soldi che non sono altro che carta straccia a cui noi diamo un valore, ma che intrinsecamente non ne hanno alcuno. Il sistema si basa su questo, il fatto che non sappiamo di poter usare i soldi, i nostri soldi, come arma. È un gigante che si regge su piedi di carta e lo sanno, per questo stanno intervenendo: ora non si possono prelevare più di mille euro in contanti dallo sportello, pagamenti non superiori ai cinquecento euro e, fra poco, abolizione del contante e denaro digitale per toglierci proprio quest'ultima arma.

È da otto anni che non ho un conto e sto benissimo, ma io sono un Disadattato. 

sabato 30 gennaio 2016

Se fai l'amore con la televisione, ricordati il soprabito...




   …dove per “soprabito” si intende una protezione popolarmente conosciuta anche con
il termine di preservativo.

   Anche guardare la TV può essere molto istruttivo, a condizione che lo si faccia non per
venirne condizionati (né tantomeno per informarsi!), ma anzi per imparare a capire ed
evitare le tecniche ed i trucchi usati proprio dalla propaganda. Abbiamo già visto (Babbo Natale e la CocaCola) le modalità attraverso cui funziona uno spot pubblicitario e i troyan emozionali usati per
entrarvi in testa eludendo l’attenzione e la critica vigile.
   Bene: poiché ormai tutta l’informazione è diventata propaganda, essa funzionerà
esattamente allo stesso modo di una pubblicità, ed userà le stesse identiche tecniche, che
anzi saranno ancor più visibili in quanto applicate alla buona, velocemente, con scarso
senso estetico e funzionale dai giornalisti stessi trasformatisi ormai in un mostruoso aborto
comunicativo.

   Aborto comunicativo in quanto se snaturati della loro vera funzione di informazione,
non sono tuttavia dei pubblicitari né vengono messi in condizione di utilizzare
adeguatamente le conoscenze e i mezzi dello spin doctoring: non sono più né carne né
pesce insomma, ed infatti chi sa leggere il loro tipo di comunicazione non potrà far altro
che contorcersi dalle risate, o vomitare di brutto se lo stomaco è più debole; a rifarsi la
bocca potrà poi servire la degustazione di un bello spot pubblicitario che almeno è cucinato
bene.
   Questo serva dunque a consolarci facendoci già intuire che le trasmissioni di cosiddetta
informazione, ben lontane dal costituire quel temibile strumento di controllo orwelliano
paventato dai più, possono risultare godibili al pari delle comiche di Stanlio e Ollio,
talmente la propaganda ivi profusa è maldestra, risibile, riconoscibilissima e cafona
(ovviamente poi resta il problema di andarsi a cercare un po’ di informazione meno
addomesticata).



   Molto più pericolose invece sono proprio le trasmissioni d’intrattenimento, dove la
propaganda non riguarda più un singolo fatto ma tende ad infondere un intero modo di
pensare, una visione del mondo, insomma quel Pensiero Unico tanto caro al potere, con
tecniche che tenderanno ad operare quello svuotamento degli Archetipi a noi più cari per
ridurli a puro veicolo, a puro strumento di vendita dell’ideologia dominante. In questi
contenitori (talk-show, telefilm seriali, fiction, film) la propaganda è meglio gestita e
confezionata più professionalmente; inoltre è meno visibile sia perché presentandosi come
“intrattenimento” tali spettacoli abbassano automaticamente le nostre barriere critiche e ci
trovano già bendisposti e rilassati, sia perché il loro fine non è semplicemente camuffare un
evento ma orientare il pensiero e l’opinione pubblica nel suo complesso. Il loro fine
insomma è proprio quello di creare quel backgroud emozionale e culturale sul quale andrà
poi a innestarsi la disinformazione spicciola.
   Sono queste pertanto le trasmissioni che rappresentano il vero pericolo televisivo da cui
difendersi, anche perché vengono appositamente allestite ad hoc, così come i colossal, i
festival dei fiori e qualunque altro costoso baraccone mediatico direttamente gestito dal
potere.
   Anche qui avremo ampia scelta di menù, e potremo osservare quale cura viene messa nel
condire con la salsa della propaganda piatti “per bocche buone” (come i talk-show in
genere) dove l’uso della medesima sarà sfacciato e preponderante e le tecniche facilmente
riconoscibili, fino ai piatti più raffinati, come l’ultimo film di successo, la fiction, il
programma culturale in seconda serata, dove per riconoscerne le più sottili sfumature e gli
amalgami sopraffini servirà un certo palato da sommelier.

   Il loro funzionamento però, stringi-stringi, è sempre riconducibile alle tecniche già viste
parlando dello spot, e quindi facilmente sgamabile da un occhio appena un po’ attento.
Non serve infatti la laurea per riconoscere e stornare la propaganda, ma qualche
accorgimento tecnico e un po’ di psicologia spicciola, accorgimenti che cercheremo qui di
vedere non in modo accademico ma proprio con la funzionalità richiesta ad un semplice
“vademecum” da applicare e utilizzare alla bisogna.



   La transazione Genitore >> Bambino: il primo fondamentale meccanismo da capire
appena ci sediamo davanti alla TV è che essa, in quel momento stesso, assume
automaticamente per il nostro inconscio il ruolo dell’Autorità. Ora, l’Autorità in senso
lato (così come il Potere) è un’idea di per sé senza colore né connotazione morale, un puro
contenitore nel quale io ripongo la mia fiducia e la mia disponibilità a lasciarmi guidare e
plasmare.

   Esistono però sia esempi di Autorità Positive come anche una serie di Autorità Negative:
la differenza tra l’una e l’altra sta nel modo di applicazione dello strumento autoritario: se
chi lo detiene lo userà per DIMINUIRE LA DISTANZA esistente tra i due soggetti
parleremo di applicazione positiva dell’autorità (esempio di questo tipo è il maestro, il
genitore coscienzioso, chi insegna un’arte, tutti i casi in cui l’interesse di entrambi i soggetti
coincide nel raggiungimento di una sostanziale parità, e nell'annientamento stesso delle
distanze per arrivare ad un pareggiamento ideale di capacità e conoscenza). Se chi lo
detiene lo userà invece per AUMENTARE LA DISTANZA esistente tra i soggetti
parleremo di autorità negativa (ne troviamo esempi in ogni forma fortemente
burocratizzata, nell’esercito, nelle gerarchie chiuse, nei rapporti di lavoro sottomesso, ecc,
dove l’interesse dell’autorità sta nel mantenere le distanze tra i soggetti inculcando
nell’altro un senso di inferiorità). A sua volta potremo distinguere in questa seconda
categoria le forme del semplice Autoritarismo (gestione rigida dell’autorità a fini
organizzativi come avviene per esempio nell’esercito) e del molto più pericoloso Sadismo
(gestione dell’autorità tendente alla sopraffazione fisica e/o psicologica del sottoposto).

   Non solo la TV e i Media usano oggi quasi esclusivamente quest’ultimo tipo di
Autorità sadica, ma lo fanno anche in modo che non riusciamo a metterlo in discussione,
instaurando la tipica “transazione obliqua” (ne parleremo in un prossimo post, trattando
di Eric Berne e dell’analisi transazionale) esistente tra genitore e bambino ed usandola in
modo tipicamente sadico (aumentare la distanza con l’inganno e creare sudditanza
psicologica).
   Infatti il linguaggio attuale dei media non è (come sarebbe da aspettarsi in un ambito
puramente informativo) del tipo Adulto >> Adulto, in cui si stabilisce un rapporto
comunicativo paritario, ma adotta il tipico linguaggio che si userebbe con un bambino di
pochi anni: pur estremamente suadente, è ovvio il messaggio trasversale di netta
distinzione tra “chi sa” e chi “deve tacere ed ascoltare perché non ha l’età né l’esperienza
per capire e tantomeno per controbattere”. Tecnica usatissima per esempio nei talk-show,
dove il conduttore voglia ridurre al silenzio un interlocutore diventato scomodo, tecnica
con cui si danno le notizie nei TG, tecnica usata in modo più innocuo in ogni spot, dove si
fa appello proprio alla temporanea regressione infantile ottenuta subliminalmente
attraverso il troyan emozionale.



   Prendere confidenza con questa tecnica sarà quindi la prima cosa da fare per
difendersi dalla persuasione occulta; ci ritorneremo: nel frattempo potreste divertirvi
analizzando dall’esterno qualsiasi dialogo tra due persone, e vedere tra quali “stadi” (Genitore, Adulto, Bambino) viene condotta la transazione comunicativa.
   Va da sé che il mio atteggiamento sarà molto diverso se il mio interlocutore si rivolge a
me come un bimbo o come un adulto, in quanto tenderò automaticamente a mettermi
proprio in quella condizione emotiva: e se con un interlocutore reale posso riconoscere e
forzare questo espediente cercando di non sottostare a questo gioco, la stessa cosa non
potrò assolutamente farla con uno schermo di vetro!

Decalogo del perfetto amante mediatico:

   Ecco quindi una serie di tecniche psicologiche di vasto utilizzo mediatico, tecniche da
cui "preservarvi" per far l' amore in tutta sicurezza anche con la televisione:

1-La strategia della distrazione
   L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
   La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle
conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la
cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da
temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun
tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali”.

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una
“situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia
questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o
si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico
che richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi
economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo
smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni
consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo)
furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà,
flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti
cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e
necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più
facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Primo, perché lo sforzo non è quello
impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare
ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato
quando arriva il momento.




5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e
una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore
fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo
spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona
come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa
probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona
di 12 anni o meno.

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale
e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta
d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o
indurre comportamenti….

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo
controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi
inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua
insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il
sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato
depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le
conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la
neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata
dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio
l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei
casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello
che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Di Mondart

domenica 6 dicembre 2015

Capitalisti con la pistola

di John Kleeves


Americani: Chi sono costoro?
   Definire il tipo psicologico medio dell'Americano non è così immediato. Cosa sono essenzialmente gli Americani, e qual è di conseguenza il campo a loro più congeniale, nel quale realmente eccellono? Per molti grandi popoli della storia la risposta è spesso stata agevole: i Romani ad esempio erano senza dubbio dei soldati, i Greci erano degli artisti, i Fenici dei commercianti, gli Egiziani dei religiosi (dei preti o degli occultisti a seconda), i Cinesi dei filosofi, ed è facile vedere come ognuno abbia costruito la sua fortuna in base alla superiorità derivata da quel particolare talento, il quale andò a plasmare la sua civilizzazione.

   Gli Americani sono certamente un grande popolo (se non altro per essere arrivati, ora come ora, a un passo dal dominio planetario; poi si vedrà) ma per loro si stenta a trovare una definizione. Benché siano sempre in guerra essi però non sono dei soldati, mancandogli i tratti fondamentali caratteristici, cioè il militarismo, l'attrazione per le uniformi, la propensione alla disciplina e soprattutto il valore: mai hanno vinto una guerra per le virtù militari, semmai per la tecnologia e la preponderanza numerica e materiale. Per quanto riguarda essere degli artisti, dei filosofi e dei religiosi non se ne parla neanche: pochi popoli disprezzano tali valori spirituali come gli Americani; sembrerebbe non essere così per la religione, vista la sua pervasività nella vita e sui media americani ma chiunque è stato negli USA sa che è tutta apparenza, tutti riti messi in piedi per certi motivi utilitaristici. Anche la tipologia del commerciante non calza perfettamente all'Americano, che sembra qualcosa di più; e poi non spiega questa tipologia la numerosità delle guerre combattute: il commerciante puro ama la stabilità della pace.

L'ibrida e pericolosa figura del commerciante armato
   Il problema a inquadrare gli Americani deriva dal fatto che essi non sono riconoscibili a un tipo psicosociale puro, a uno di quegli archetipi a tutto tondo come sono il soldato, il prete eccetera, ma appartengono alla categoria dei tipi sociali ibridi, intermedi. Gli Americani si identificano esattamente, infatti, con la figura del commerciante armato.
   E' una figura intermedia ma molto classica, della quale forse ci eravamo dimenticati. Nell'antichità il commercio era quasi tutto armato: nel bacino del Mediterraneo un rispetto accettabile della legalità arriverà solo con l'Impero Romano e prima chi si dedicava al commercio doveva anche essere un uomo d'arme e provvedere, più o meno direttamente, alla protezione armata di ogni sua attività, dalla raccolta o acquisto delle merci, al trasporto, all'immagazzinaggio, e anche all'esposizione e alla vendita al dettaglio nelle piazze. Era problematico in particolare il trasporto via mare, per la presenza fitta e costante di pirati: Pompeo condurrà nel 67 a.C. una delle sue spedizioni militari più impegnative proprio contro i pirati, che disperderà raccogliendo un'armata di 120 mila fanti e 500 navi da guerra, catturando 800 navi corsare ed espugnando 120 piazzeforti, o "covi", sulle coste. La stessa pirateria non era sempre molto distinguibile dal commercio: tutti i mercantili, anche quelli riservati all'uso più innocuo, potendo e in assenza di testimoni abbordavano altre navi, mentre era raro che un equipaggio lasciasse un porto di carico senza aver rapito all'ultimo momento qualche giovane o bambino da vendere schiavo nel porto successivo.

   Il commercio armato fu addirittura la specialità della più pericolosa potenza dell'antichità, Cartagine, la città fondata come colonia dalla fenicia Tiro nel 814 a.C. e poi resasi indipendente e divenuta superpotenza. Mentre i Fenici erano commercianti puri, i Cartaginesi erano invece commercianti armati e divennero potenti conquistando materie prime e mercati con un'azione continua di penetrazioni commerciali appoggiate da campagne militari, che li portò al controllo assoluto di tutto il Mediterraneo occidentale e delle sue coste (ad eccezione di quelle francesi, dove c'erano i Greci di Marsiglia, e di quelle peninsulari italiane, dove c'erano prima gli Etruschi, i Romani e i Greci e poi i Romani). Fra le materie prime miravano particolarmente agli schiavi e all'argento, metallo da monete. Erano continuamente in guerra ma a dimostrazione del fatto che non erano soldati le combattevano con mercenari, che arruolavano a piacimento da ogni dove pagandoli con quelle monete d'argento che a loro non costavano quasi niente. Il punto di forza della repubblica cartaginese però, più che l'esercito mercenario, era la flotta, che aveva capitani cartaginesi, equipaggi misti e schiavi ai remi, e che era usata per aprire nuovi mercati, per proteggere i mercantili dei loro armatori privati, e per impedire l'ingresso nel Mediterraneo occidentale (la metà esatta del mondo, per quei tempi) a qualunque concorrente.

Grazie Roma
   Poi i commercianti armati di Cartagine furono sconfitti dai soldati puri di Roma. Nella Terza Guerra Punica sembra che i Romani, più che piegare una città che in effetti non era più un pericolo, volessero distruggere l'idea stessa da essa rappresentata, compiere quasi un'operazione di eugenetica sradicando per sempre dalla Storia e dal Pianeta il modo d'essere umano dei suoi abitanti: durante l'assalto finale avvenuto in un giorno dell'aprile del 146 a.C., forse il 20, furono trucidati in varie maniere -  passati a fil di spada o gettati vivi negli incendi - quasi tutti gli abitanti della città, calcolati fra i 250 e i 450 mila (si salvarono solo i 50 mila abitanti del quartiere della Birsa; arresisi prontamente, furono venduti come schiavi), e poi la città, che aveva una muraria lunga 40 chilometri, fu spianata mattone per mattone, coperta di terra e maledetta spargendoci il sale. Stessa sorte, lo stesso anno, i Romani la riservarono solo all'altra grande capitale del commercio mondiale, la grecca Corinto. Si sarebbe ricominciato a edificare sul suolo di Cartagine solo cento anni dopo, perché lo ordinò Cesare in persona.

   Con ciò per quasi due millenni di commercio armato non si sentì più parlare; sembrava svanito per sempre. Quando ecco che appunto comparvero gli Americani. Il primo ad accorgersi che questi "nuovi" venuti rappresentavano in realtà il ritorno di qualcosa di molto vecchio, quasi di preistorico, fu Kostantin Leon'ev (1831- 1891), che nel libro Bizantinismo e mondo slavo del 1875 (pubblicato in Italia solo nel 1987, per iniziativa delle Edizione all'insegna del Veltro) ne segnalava la sostanziale identità con gli antichi Cartaginesi. "Gli Stati Uniti sono la Cartagine dei tempi moderni. Una civiltà già vecchia, caldaica, affermatasi in forma repubblicana su suolo vergine. Gli Stati Uniti non possono, in generale, proporsi a nessuno come esempio..." (pag. 157). Una identità che deriva dal fatto che entrambi i popoli rappresentano lo stesso psico-tipo sociale del commerciante armato e quindi danno luogo a civilizzazioni che, nei fatti essenziali, sono molto simili.

Una Nazione sotto un segno
   Gli Stati Uniti così non sono una Nazione generica ma una Nazione che sta sotto un segno preciso, quello del commercio armato. Questo è il suo genio la fonte delle sue fortune. Il segreto del successo americano sta nel fatto di avere sempre assecondato sin dall'inizio tale inclinazione, con efficienza e coerenza, senza lasciarsi distrarre da niente.

   L'organizzazione politica fu scelta per poter praticare il commercio armato: una oligarchia a forma apparente repubblicana dove i maggiori imprenditori o i loro stipendiati, grazie a un processo elettorale che dipende dal danaro, occupano direttamente le più importanti cariche istituzionali e governative e fanno così fare all'intero Paese le mosse che convengono di più alla loro persona, comprese guerre per procacciarsi fonti di materie prime e materiali di vendita.
   Tutte le guerre americane hanno avuto il loro chiaro risvolto economico, tutte hanno incrementato il volume d'affari degli imprenditori dell'Unione. Compresa la Guerra di Indipendenza, combattuta perché la Madrepatria inglese aveva deciso di escludere le colonie americane dal Mercato dell'Oriente. Poi nel 1812 gli USA assalirono ancora la Gran Bretagna per strapparle i Grandi Laghi delle pellicce (fu la "Guerra delle Pellicce" nella mia definizione; le pellicce servivano come merce di scambio in Cina-Mercato dell'Oriente).

   Nel 1836 ci fu l'attacco al Messico, condotto con un intreccio di penetrazione commerciale e aggressione militare che è tipico, esemplare: allevatori americani guidati dall'imprenditore privato Sam Houston ottennero dal Messico il permesso di sistemarsi in Tejas, poi fecero in modo di provocare i messicani e di fare intervenire le Giacche Blu. Il Tejas poi si chiamò Texas. Questo sistema fu adoperato per tutto l'Ottocento con gli Indiani: avanzavano un po' degli imprenditori (i coloni ma anche società fondiarie, minerarie, zootecniche eccetera) che sembravano pacifici e per un po' stavano tranquilli ma poi provocavano gli Indiani richiamando l'Esercito; quindi il ciclo riprendeva, a piccoli, inesorabili e sanguinosi passi (gli Indiani saranno sterminati quasi tutti, per un numero di individui calcolato fra i 5 e i 10 milioni).

   Nel 1898 ci fu l'attacco alla Spagna per portarle via Cuba, Guam e le Filippine: Cuba serviva ala commercio per lo zucchero, Guam e le Filippine oltre alle risorse servivano come basi per aggredire il Mercato dell'Oriente, lo stesso motivo per cui sempre nel 1898 furono annesse le Hawaii dopo il colpo di mano del 1893 e per cui nel 1867 era stata comprata l'Alaska dalla Russia. Da notare l'escamotage usato per scatenare la guerra: per incolpare gli spagnoli il governo USA fece saltare una sua propria nave da guerra, l'incrociatore Maine con 260 uomini a bordo (tutti morti), ma ciò che davvero interessa è che l'operazione quasi certamente fu realizzata in concertazione con industriali americani dello zucchero.
   La "perla" del commercio armato dell'Ottocento fu comunque il modo in cui gli USA "aprirono" il Giappone al commercio internazionale, e cioè anche europeo e nella fattispecie inglese, ma essenzialmente americano: il Giappone voleva tenere fuori dalla porta gli invadenti commercianti occidentali, e con loro i preti sia protestanti che cattolici, ma un bel giorno del 1854 di fronte a Kanagawa, un sobborgo di Yokohama nella baia di Tokyo, si presentò una flotta da guerra americana comandata dal commodoro Perry, che pose l'ultimatum: o firmare un trattato commerciale, naturalmente alle condizioni dettate, o essere bombardati. Il Giappone cedette, ed è così che fu concluso il famoso Trattato di Kanagawa, riportato nei libri di testo delle scuole medie americane come un capolavoro della diplomazia patria.
   Il Novecento iniziò con invasioni fotocopia nell'America Centrale, azioni belliche che servivano per assicurare ad aziende statunitense la proprietà di immense piantagioni di frutta lavorate da manodopera locale a costo circa nullo.
   L’intervento nella Prima Guerra Mondiale in Europa fu deciso per controllare che non si
concludesse con un vincitore unico che poi sarebbe diventato un avversario commerciale
mondiale troppo potente. Poco dopo, nei primi anni Venti, veniva decisa la costruzione di
un immensa flotta di bombardieri strategici, espressamente pensata per attaccare il
Giappone il quale - sfidato dal Trattato di Kanagawa - era diventato il concorrente
commerciale numero uno per il possesso del Mercato dell’Oriente. Ma poi gli USA
entrarono nella grande mischia della Secondo Guerra Mondiale ed eseguirono i
bombardamenti a tappeto anche contro la Germania e l’Italia oltre che contro il Giappone:
il motivo per cui gli USA vollero a tutti i costi partecipare a questa guerra (tramite le
provocazioni ripetute al Giappone) era impedire al solito una vittoria chiara di un Paese
europeo in Europa (nella fattispecie della Germania, ma fosse stato il caso anche della Gran
Bretagna o della Russia), che sarebbe stata commercialmente dannosa, e strappare la Cina
al Giappone (che l’aveva invasa nel 1937) per tenerla per sé, speranza che nel 1949 con la
vittoria di Mao contro Chang svanì definitivamente.
 
   Le conseguenze della perdita della Cina furono la Guerra di Corea e la Guerra del
Vietnam, combattute per salvare il salvabile del Mercato dell’Oriente. Interessante nella
Guerra del Vietnam fu l’uso estensivo di defolianti negli anni finali, una grande topica di
quella guerra: gli USA già sapevano che si sarebbero ritirati e i defolianti furono usati per
distruggere le foreste degli alberi della gomma del Vietnam del Sud perché non facessero
concorrenza alle piantagioni che Multinazionali americane si erano procurate in Malesia.
Gli Americani dicevano di defoliare gli alberi per scoprire i Viet Cong, che sarebbero stati
annidati fra i rami come scimmiette. Grande.
   Poi di guerra in guerra si arriva alle ultimissime, sempre e tutte rigorosamente abbinate
con il commercio, come la Guerra del Golfo del 1991, combattuta per il petrolio e che sta
per essere replicata nell’anno 2003 in corso (anno in cui è stato scritto l’articolo, n.d.r.). Come
si vede sono elenchi anche noiosi, con tutto che è sempre uguale, con i meccanismi che si
ripetono volta dopo volta dopo volta. L’America è così, l’America non cambia.

Libro (mastro) e moschetto, Americano perfetto
   Nel contempo lo spirito del commercio armato si esprimeva anche all’interno
dell’Unione. Alcune manifestazioni economiche della società americana che hanno
sorpreso o allibito il mondo non sono state altro che espressioni estreme di questo spirito.
   Prendiamo lo schiavismo ad esempio: cos’è se non commercio armato allo stato puro?
Con la forza si costringono individui a lavorare per noi e poi si commercializzano i loro
prodotti sul mercato. E c’è tutta la fase del traffico degli schiavi, con le catture, i trasporti,
le vendite! Ciò negli Stati del sud degli USA andò avanti sino al 1865.
   Per tutto l’Ottocento una delle attività economiche americane più svilippate fu la
pirateria, praticata da migliaia di battelli che incrociavano l’Atlantico e il Pacifico,
penetrando anche nel Mediterraneo; solo sulle coste della Carolina del Sud si calcola che
nel 1830 fossero basati circa 1.500 velieri corsari, di fatto protetti dalle loro autorità perché
abbordavano navi di Paesi stranieri non dichiarati “amici” (adesso dicono senza la
“clausola di nazione più favorita”). altri velieri, non attrezzati per gli abbordaggi, si
dedicavano al business of wrecking: cercavano le tempeste e seguivano i mercantili in
difficoltà attendendone il naufragio per recuperare materiali; la parte di violenza umana
nella faccenda stava nell’ignorare i naufraghi, a meno che - essendo prima del 1865 - non
fossero stati schiavi neri, nel qual caso erano merce. Il business of wrecking andò avanti
sino agli anni del 1930 inoltrati. Da allora iniziò invece il treasure hunting, la caccia -
eseguita di professione e per scopo societario - ai tesori sommersi dei galeoni spagnoli e di
altre navi affondate; qui la parte “armata” consiste nell’eludere i governi legittimi
proprietari dei relitti e nel tenere lontani i concorrenti, facendoli anche affondare. Questa
attività, coadiuvata dai moderni ritrovati tecnologici, è attualmente in grande auge; il
governo USA ovviamente appoggia tramite la US Navy le navi specializzate connazionali
che agiscono fuori dalle acque territoriali, cioè in mare aperto o in acque territoriali
straniere.

   La diffusione delle armi negli USA deriva dal commercio armato interno, che in

particolare ebbe uno sviluppo abnorme nell’Ottocento, quando tutto il commercio dell’Ovest era così, con convogli scortati, magazzini presidiati e commessi armati nei negozi (non per nulla il periodo del Far West è il più amato dall’immaginario americano, che vi si riconosce). Le armi individuali servivano dunque ai commercianti e fu esattamente questa esigenza ad ispirare in verità il famoso Secondo Emendamento del Bill of Rights, quello che concede ai cittadini il diritto di portare armi; non fu (come dicono oggi) un rispetto eccessivo per le libertà individuali, né fu la necessità di avere una milizia territoriale armata (come apparentemente recita l’Emendamento stesso: “Dato che una ben preparata milizia è necessaria per la sicurezza di uno Stato libero, il diritto del popolo di
possedere e portare armi non sarà compromesso”; la verità è che la Milizia era organizzata e capeggiata dai maggiori imprenditori dei vari luoghi, che raccoglievano i loro dipendenti in armi). Le cose non sono troppo cambiate oggi, e basta entrare nella sede statunitense centrale di una Multinazionale o di una qualunque altra grande azienda americana per rendersene conto: sono così piene di guardie private, con le armi in evidenza, e capita così spesso di intravedere pistole in cassetti o in valigette “24 ore” di dirigenti che sembra di essere non in una struttura civica ma in un fortino, o in un covo di gangsters. A proposito di gangsters è evidente che anche l’abnorme sviluppo della delinquenza organizzata negli USA - vedi per tutti il periodo del Proibizionismo - è un indice di una mentalità americana dove commercio e violenza si sposano bene assieme. Emblematica al proposito la figura di Joseph Kennedy, il fondatore della dinastia Kennedy, padre di John, il Presidente ucciso nel 1963, di Robert, l’ex Attorney General ucciso nel 1968 e di Edward, il Senatore ancora
vivente e in carica: mise insieme la fortuna di famiglia organizzando - nel mentre che era
Ambasciatore a Londra per l’Amministrazione Roosevelt - il contrabbando di whisky dal
Canada verso gli Stati Uniti.

   Per il resto basta andare negli USA - e naturalmente viverci per un po’, non fare solo i turisti - per accorgersi di come in questo Paese sia tenue il confine tra gli affari e le rapine, tanto il commercio e ogni altra attività economica anche la più minuta sono intrisi di mendacità, inganni, prese per il collo, torsioni di braccia, prevaricazioni, ricatti, in breve di violenza. Basterà cercare di fare qualche transazione economica, anche molto semplice. Si vedrà che il soggetto economico con cui avrete a che fare cercherà prima di esaurire ogni arte per ingannarvi, e sarà mellifluo e suadente sino a che vedrà che il gioco gli riesce; ma se voi lo scoprirete e gli getterete in faccia la sua disonestà, lo vedrete trasformarsi in un rapinatore puro e semplice, incurante del vostro giudizio.
   A me capitò (fra gli altri) il seguente episodio: un meccanico sostituì un pezzo della mia Plymouth (il braccio di Pitman“ nella geometria di sterzo) e mi chiese una cifra spropositata; alle mie proteste lui mi disse che purtroppo tanto chiedeva quel “ladro” del ricambista; rimasi incredulo e allora lui, ancora pacioso e accomodante, fece una lunga telefonata al ricambista in mia presenza. Rimasi incantato: salutava, chiedeva di “Pete”, interrogava, rispondeva, faceva tutte le facce ma... il telefono era staccato. Non era un attore di professione, era un meccanico che aveva sempre fatto il meccanico. Era un americano. Gli rinfacciai il trucco ed ecco che l’uomo gettò la maschera: certo che chiedeva
il triplo del dovuto e certo che aveva tentato (secondo la più collaudata tradizione americana) la truffa sceneggiata ma o pagavo o si teneva la macchina. In un attimo i suoi compari unti mi furono attorno brandendo chiavi e cacciaviti e dovetti scegliere fra il cedere all’estorsione e la rissa con conseguente arresto da parte dello sceriffo della contea, probabilmente amico del soggetto e in ogni caso nemico di un uomo con l’accento strano. Pagai. Pagai il pezzo e il pizzo, al meccanico e all’America.

Se li conosci li eviti
   USA come patria del commercio armato dunque. Se si vogliono capire gli Americani, sia come individui che come Nazione organizzata, interpretare i loro movimenti, decifrare le loro intenzioni, bisogna tenere sempre presente questa loro identità, bisogna sempre ricordare che loro nell’essenza sono dei commercianti armati e niente altro. Essere un commerciante armato ha un significato preciso. Non si tratta di avere due specializzazioni in una stessa persona; si tratta di avere una persona dove due specializzazioni si sono fuse formandone un’altra sostanzialmente diversa pure se
imparentata, come capita per i metalli delle leghe. Il mondo divide le due attività, che quindi vanno affrontate separatamente; bene, la particolarità del commerciante armato sta nel modo in cui le affronta: egli commercia come fare la guerra e fa la guerra come commerciare. In breve egli non distingue la guerra dalle attività borghesi, dalla vita civile, dalle cose di tutti i giorni. E viceversa. Ciò vale sia per il singolo che per la collettività, per gli Stati Uniti.

   Così il modo di muoversi degli Americani è più chiaro. E gli Stati Uniti risultano nella loro vera, inquietante pericolosità. Essi non hanno mai concepito la guerra come una questione di eserciti, ma come una condizione totale, di popolo. Hanno infatti inventato la guerra totale, la prassi evidentissima di colpire le popolazioni civili per indurre le loro Forze Armate alla resa. Per colpire le popolazioni civili ricorrono poi non solo a sistemi “militari” come i bombardamenti ma anche a sistemi “borghesi”: pensano a provocare carestie, ad avvelenare materie prime e falde acquifere, a spargere epidemie di morbi vari, a peggiorare il clima portando siccità o piogge esagerate, a provocare invasioni di insetti o animali nocivi, a innescare terremoti, a deviare cicloni.
   C’è un provvedimento che gli USA spesso prendono in tempo di pace nei confronti di altri Paesi con varie scuse (diritti umani, protezionismo commerciale, sistema politico sgradito e così via liberando la fantasia): sono le sanzioni economiche, le proibizioni selettive di fornire a loro certi materiali o servizi, come medicine e know-how scientifico, o di acquistare da loro altre cose, in genere le materie prime dalla cui vendita dipendono. Sono atti di guerra, manifesti anche in sé e per sé ma tanto più così in quanto congegnati dagli Americani, che li eseguono con lo stesso spirito con cui in un assedio si tagliano le vie di rifornimento a una città per farla arrendere.

   Alle sanzioni può essere associato un altro provvedimento economico: il blocco dei beni, mobili e immobili, posseduti dal tale Paese negli USA, compreso il blocco di conti correnti. È un atto questo che lo si può vedere in due modi: a seconda di come si preferisce, o è una comune rapina compiuta da un soggetto che si chiama Stati Uniti d’America, oppure è un atto di guerra di un Paese con lo stesso nome, in entrambi i casi è una tipica performance da commerciante armato. Addirittura noi abbiamo visto che il blocco dei beni negli USA può essere eseguito anche nei confronti di singoli cittadini stranieri, uomini ricchi (naturalmente) che tenevano sostanze negli USA e che per qualche motivo sono diventati invisi a quel governo.
   Da qualche anno gli USA hanno cominciato una politica che sembra allettante: vendono sul mercato mondiale, a condizioni vantaggiosissime, le loro sementi geneticamente modificate, che hanno il pregio di fornire raccolti copiosi e immuni da germi ed insetti. Sembra la manna dal cielo, specie per i Paesi del Terzo Mondo sempre sull’orlo della carestia, ma c’è il problema che le piante nate da sementi modificate forniscono semi sterili e ogni volta bisogna comprare sementi nuove; comprarle dagli Americani naturalmente. Il tutto non è altro che una riedizione di un vecchio trucco da commercio armato: rendere dipendente un mercato da un prodotto di cui si ha il monopolio; a quel punto quel mercato - o quel Paese - è come lo si fosse conquistato con le armi. Allo scopo gli Americani sono anche disposti ad eseguire le prime forniture gratis: quando un Paese del Terzo Mondo è in carestia si precipitano a offrire come “aiuti alimentari” le loro sementi, contando di rifarsi
con le vendite a venire. Esattamente come fanno gli spacciatori di droga, che le prime dosi fuori delle scuole le regalano.

   Spesso nel leggere i resoconti di azioni politiche americane nel mondo ci si imbatte in nomi di Multinazionali americane, collegate alla faccenda in qualche maniera, una maniera sempre poco chiara e spesso strana; ad esempio nel colpo di Stato col quale gli USA rovesciarono Allende in Cile nel 1973 saltò fuori il nome fra i mestatori di un Ad Hoc Committee on Chile formato dalle dieci maggiori Multinazionali americane operanti in Cile, mentre nelle aggressioni degli USA in Medioriente di questi anni ricorrono i nomi di alcuni giganti americani del petrolio. Ora dovrebbe essere tutto chiaro: si è già detto che gli USA sono organizzati politicamente per esercitare il commercio armato e quei collegamenti non sono altro che la punta visibile del grande iceberg dell’intreccio fra commercio e guerra che domina la politica estera americana. Nessun Paese del mondo, per nessun motivo, ha a che fare solo col governo USA o solo con una qualche azienda americana; egli ha sempre a che fare con entrambi, anche se non pare, perché essi si muovono sempre assieme. E questo vale anche per qualunque soggetto economico privato del mondo, sia una azienda o proprio un singolo titolare: dietro la controparte privata commerciale americana con cui tratta c’è sempre, o può sempre saltar fuori, il suo governo di Washington. Per questo il presidente dell’ENI del tempo, Enrico Mattei, si trovò tanto - ma tanto - a malpartito: credeva di avere a che fare con le Sette Sorelle, delle semplici aziende estere concorrenti, ma il fatto è che cinque erano americane e chiamarono in aiuto il loro governo, chiesero man forte al presidente John F. Kennedy, e questi mise a disposizione la CIA (che a sua volta incaricò la mafia eccetera eccetera ).

   Già nel 1991 io scrissi che gli USA avevano impiantato un sistema di spionaggio satellitare mondiale che con la scusa della Russia era invece fatto per spiare i concorrenti commerciali delle aziende americane: ora la cosa è confermata, il sistema è quello poi chiamato Echelon, ed il suo scopo è proprio quello da me detto: benché fatto dai militari e pagato col budget del Pentagono il sistema è solo fatto per spiare sui concorrenti delle Multinazionali USA.
   Concludendo, gli USA non fanno distinzioni fra commercio e guerra. Dollari e pallottole per loro sono la stessa cosa. È tempo che il mondo apra gli occhi ed impari a trattare con questo fossile della preistoria tornato in vita disgraziatamente, come se un suo sordido resto organico - uno sputo, una cacca secca - fosse stato clonato da uno scienziato pazzo. Bisogna trattare il businessman americano come fosse un ufficiale del Pentagono. Quando lo si guarda bisogna sforzarsi di “vederlo” in divisa, possibilmente ancora imbrattata del sangue di vittime. Spesso poi è così, loro sono dei militari che si spacciano per civili come Colin Powell, l’attuale Segretario di Stato che si presenta sempre in completo blu ma che è un generale dell’Army, il gen. Powell. Come il presidente Eisenhower, che era il gen. Eisenhower. In tal modo si capisce meglio che si ha a che fare con un aggressore in armi, con un potenziale assassino, e che l’unica cosa da fare, invece che trattare con lui, concludere accordi, intavolare scambi e discussioni eccetera, è cercare di difendersene. Pazzo è colui che si fida degli Americani o intrattiene qualunque tipo di rapporto con loro, credendo che si tratti di un rapporto “commerciale”. Pazzo è chi acquista proprietà negli USA, chi tiene conti correnti o altri beni mobili negli USA, chi dipende dagli USA per qualunque cosa gli sia necessaria, chi acquista dagli USA sementi geneticamente modificate, chi traffica con gli USA in qualunque cosa. Pazzo è chi vende ad americani quote delle proprie aziende, facendo così entrare la volpe nel pollaio. L’unico
atteggiamento buono con gli Americani è la diffidenza, il rifiuto, l’ostilità. Con qualunque aspetto e scusa si presentino alla porta, qualunque oggetto, affare o scambio vengano a proporre.