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giovedì 23 agosto 2018

Cos'è il Potere?


di Mondart
Il potere non è altro che “Pensiero Condiviso”.
   Con questo post oggi probabilmente mi attirerò l’ ira funesta del 90% dei Blogger, di quelli tutti intenti a pubblicare notizie su notizie, credendo così di fare informazione mentre non fanno altro che il gioco del potere, come abbiamo visto anche nell'ultimo articolo sulla creazione del consenso; e certamente di quelli che pensano di risolvere chissà cosa cercando spasmodicamente “chi” occupi il vertice estremo del potere, l’ occhio della piramide, quasi si trattasse di una gara la cui posta è la libertà … di fatto depistando e sprecando inutilmente preziose energie che andrebbero indirizzate da tutt'altra parte.
   In questo modo infatti non si fa altro che rafforzare il Pensiero Unico, non si fa altro che moltiplicare proprio l’ immaginario voluto dal potere, e l'idea che non esistano alternative percorribili. E l'errore principale (voluto o meno) dei blogger è proprio quello di non far mai seguire possibili proposte alternative all'analisi, per ben fatta che sia.
   L'esposizione e le congetture fin qui prodotte ci permettono infatti di poter senz'altro passare oltre, verso una fase più pragmatica che risponda finalmente alla fatidica domanda: “cosa fare”, che io riformulerei meglio in “quali alternative, quali possibilità ci restano ?” … Perché, come abbiamo visto, le alternative ci sono eccome, ma compito primo della costruzione del consenso è proprio nasconderle alla vista dei sudditi, come compito dell’ incanalamento del dissenso è quello di convogliare il malcontento in forme comunque gradite e non pericolose per il Sistema stesso.

   Così, pur probabilmente senza esserne consapevoli, la maggior parte del Blogger svolge proprio questo secondo, fondamentale servizio per il sistema, andando a braccetto, in modo più o meno consapevole, ai Gatekeepers più raffinati, a quelli che la rete la usano come una tonnara, e trasformano il web nell'ennesimo luogo di mattanza di ogni reale pensiero innovativo, di ogni volontà e decisionalità … insomma in un ennesimo strumento di adattamento e accettazione della Realtà Indotta (ed è per questo motivo che, probabilmente, ci lasciano ancora tranquillamente paciugare con Internet).
   E poi perché non tanto di “fare” inizialmente si tratta, quanto appunto di “modificare un immaginario”, un modo di vedere le cose che ci è stato del tutto inculcato: fatto questo, le soluzioni balzeranno spontaneamente agli occhi… ma non aspettatevi risoluzioni magiche, né delegabili ad altri: perché richiederanno la volontà di essere poste in atto, una volontà ed un impegno personali, non più delegabili, e non espletabili col semplice rituale, istituito proprio dal potere, dell'apporre una crocetta su un simbolo del medesimo potere.

(Capire di essere coglioni che vengono menati per il naso può far incazzare; continuare a comportarsi da coglioni è non solo perverso, ma pura follia).

   A partire da questo post pertanto vedremo di esplicitare in modo chiaro i possibili diversi orientamenti, le possibilità di deviare o comunque di eludere il pensiero unico, cercheremo di dare dei suggerimenti pratici che siano fattiva conseguenza della nuova comprensione scaturita dalle analisi antecedenti.

   Venendo al tema del titolo, il primo passo fondamentale da compiere è capire (con la pancia, e non solo con la testa!) che cavolo sia quello che viene comunque detto, con formula del tutto estraniante, ambigua e bivalente, il “Potere”.
   Cominciamo col dire quel che NON è: il potere non è la sfilza di nomi individuati dalle pur precise indagini giornalistiche di Paolo Barnard; il potere non è un nome, non è una famiglia, non è una setta, non sono i banchieri, non è la massoneria, non è il capitalismo, non sono né i Rothschild né i Rockfeller nè Goldman Sachs, non sono tantomeno né gli Americani né i loro multiformi e camaleontici eserciti…
   Anzi: chi si pone a capofitto a voler ostinatamente seguire tale direzione d'indagine, diventa automaticamente un gatekeeper, in quanto occulta (volutamente o meno che sia) la più grande e semplice delle verità: il Potere siete voi, siamo noi, il potere è SEMPRE nel numero, nella folla, nella popolazione, nella moltitudine degli individui, nella loro capacità di pensiero, di associazione e di organizzazione.  Peccato che tali capacità vengano bellamente buttate nel cesso, ossia DELEGATE ad altri, i "detentori del potere", quali in effetti sono i nomi fatti da Barnard e blogger vari… ancora, il Potere non va confuso con gli "strumenti del potere", quali sono appunto le varie organizzazioni quali le Banche, la massoneria-mafie-servizi segreti, le organizzazioni politiche, i divulgatori di pensiero, il sistema economico, l'élite, i circoli occulti e i gruppi di pressione, polizia e forze armate, ecc …
   Il potere di un Rockfeller, per esempio, non è altro che quello che noi stessi mettiamo stoltamente nelle mani di un sistema economico criminale, nel quale non solo crediamo, al quale non solo ci affidiamo ciecamente, ma per il quale siamo disposti anche a morire (e NON parlo in senso figurato!). Un “pensiero talmente e totalmente condiviso”, dunque, che più di così non si può. Ma allora, di cosa venite a lamentarvi?
   Facendo il paragone con una mezzo di trasporto, potremmo dire che le organizzazioni sono il motore, ossia l’ insieme di forze cooperanti in modo ciclico e meccanicamente ineludibile che muovono il potere, mentre quei nomi sono chi gli autisti, chi i passeggeri di tale mezzo… ma voi siete la benzina, il carburante senza il quale il mezzo non va da nessuna parte: la grandissima energia profusa nella spasmodica creazione di consenso serve appunto a celare perennemente agli occhi della gente questa banalissima verità.  Perché quelle sopra indicate non sono che le forme del potere, di una forza che sta nel popolo, e che può prendere infinite altre forme: e proprio per questo, una volta delegata, questa forza verrà astutamente incanalata da chi vorrà abusarne in modo che prenda solo le forme volute, e non altre.

POTERE E CONSENSO
   A questo, sostanzialmente, serve la creazione del consenso: proprio a farvi credere che “QUELLO” sia il potere, ad impedire lo sviluppo di alternative, ad impedire che altre forme associative non solo non vengano adottate, ma non possano più nemmeno essere lontanamente immaginate dalla popolazione ormai divenuta completamente succube della sua stessa delega… galline che, delegando la lotta per la sopravvivenza al fattore, si sono trasformate in semplici macchine dalle uova d’ oro, incapaci ormai non solo di spiccare il volo, ma anche del più piccolo guizzo di indipendenza personale alternativa al continuo girare in tondo all'interno della stessa gabbia. Polli d'allevamento, come diceva Gaber. Folli che si sono deliberatamente messi una camicia di forza e consegnati spontaneamente ai loro aguzzini, come dice Mondart.
   Paradossalmente agli occhi dei più, che pensano che il potere raggiunto possa essere mantenuto col semplice ricorso alla forza ed a strumenti autoritari di repressione, la creazione di consenso sarà tanto più necessaria quanto più un governo si avvia verso forme apertamente autoritarie: uno stesso dittatore, senza una massa plaudente e consenziente, e senza un forte “pensiero condiviso”, non sarebbe altro che un povero folle in preda a deliri di onnipotenza… e proprio nelle forme autoritarie la propaganda assume infatti toni e dimensioni massicce e preponderanti.
   Il fenomeno, noto come “folie à deux”, è stato ben studiato a descritto, a cavallo dei due secoli precedenti, da Gustave Le Bon in “Psicologia delle Folle”, opera studiata a fondo da ogni dittatore del secolo scorso, nella quale Le Bon, novello Machiavelli, insegna ai moderni detentori del potere come ottenere il consenso delle masse: il primo fondamentale passo è appunto la riduzione degli individui a massa, compito affidato ai media: se l'individuo preso singolarmente infatti può obiettare, può dissentire su una decisione, può argomentare con logica, intelligenza e competenza di causa su determinate scelte; se l’ individuo ha dalla sua l’ esperienza personale, le proprie capacità maturate e l'intelligenza che da ciò deriva, tutto questo è precluso alla massa; la massa è solo un vuoto contenitore di istintualità primordiali, che risponde in modo appunto “massivo”, non intelligente, non organizzato, con reazioni che discendono non tanto dalla somma delle esperienze individuali, ma dal livellamento al basso dei vari bisogni, paure, desideri, pulsioni di sopravvivenza.
 
 La massa, come dice la parola stessa, altro non è che individualità fatta a pezzi, altro non è che poltiglia umana, di cui resta solo “il corpo”, i bisogni fisici e psichici derivanti dalla più bassa fisicità e dal puro istinto di sopravvivenza.
   La massa inoltre è emotivamente un BAMBINO che si affida del tutto emozionalmente al PADRE, in modo del tutto edipico.
   L'incontro tra Dittatore e Massa è infatti una perfetta incarnazione edipica di due immaturità: un'immaturità adulta che guida un'immaturità bambina: e se compito naturale di qualsiasi autorità adulta è far crescere il bimbo di cui si prende cura, qui abbiamo il paradosso del cieco che guida un altro cieco, pretendendo perlopiù di vederci… il risultato e la fine di entrambi sono facilmente immaginabili.
   Possiamo vedere in un esempio meno pericoloso di ciò negli stadi come in ogni tipo di fanatismo, sportivo, religioso, verso un'icona come verso un personaggio, nei mega-concerti (“fans” è appunto una derivazione da fanatismo): in tutti questi casi l'individuo rinuncia alla propria individuazione come persona per trasformarsi nel proprio paladino, ed assume a modus agendi il riversamento su tale figura di un miscuglio di emozionalità, di pulsioni e desideri irrisolti, ansie, frustrazioni, paure, desideri della cui risoluzione verrà magicamente incaricato il paladino. In quello stesso momento l'individuo tende ad immedesimarsi empaticamente con chi adora lo stesso idolo, ed ecco avvenire la sua trasformazione in “massa”.

   Ecco quindi anche perché, per esempio, la sconfitta della squadra del cuore è vissuta non più come un semplice fatto sportivo, ma come un fatto talmente personale e devastante da giustificare l'ira, l'aggressione, l'omicidio dei fans dell'altra squadra. Ed ecco perché in democrazia si dividono le masse su due diverse fazioni, ecco perché sport come il calcio sono sponsorizzatissimi e socialmente premiati rispetto agli sport individuali, ecco perché la massa accetterà in nome del paladino sofferenze indicibili, e forme di masochismo altrimenti inspiegabili; ecco perché, in una parola, la massa non desidera la libertà.

LE VIE ALTERNATIVE
   Premesso che “incazzarsi”, come dice il protagonista di “Quinto Potere” (film che difatti altro non è che l'ennesima opera di propaganda, anche se ben fatta e ben mascherata - il perché cercate adesso di capirlo da soli) non servirebbe a nulla se non favorire una potenziale rivolta che andrebbe incanalata a riversarsi su obiettivi graditi al potere stesso, le alternative vanno perseguite con ragionata calma e perseveranza, e soprattutto all'inizio conquistate all'interno della nostra stessa testa.

Insomma occorre sganciarsi dallo status di “massa” e riconquistare quello di “individui”: senza questo passaggio preliminare e fondamentale non si va da nessuna parte. 


 Una volta capito che il sistema non fa altro che NASCONDERCI anche la sola immaginazione di una vera alternativa, proponendo alternative trappola e/o fasulle, ci risulterà chiaro che dal sistema NON POTRÀ MAI derivare niente che possa minacciarlo o metterlo semplicemente in discussione… e che quindi dovremo piantarla di “affidarci” e cominciare a guardare proprio nel senso di una rivalorizzazione della nostra individualità, e soprattutto di quelle condizioni già enunciate da Fromm per lo sviluppo di una società sana, adattiva alla vita e non distruttiva.
   In altre parole: basterebbe piantarla di condividerne il pensiero per togliere potere alla “macchina” e riportarlo nelle nostre mani.


IL POTERE NON VA ATTACCATO, VA FOTTUTO: parole sante, se intese nel senso che sarebbe stupido attaccare quel che è già nostro, molto meglio riprenderselo e goderne.



1) Usare meglio il Web

   Pragmaticamente parlando, già da questo post possiamo individuare un punto nodale ben preciso su cui cominciare ad agire, ossia un utilizzo più consapevole del web e dei blog che da strumento di informazione (che va bene, purché non ci si limiti ossessivamente a quello) deve diventare strumento di crescita psicologica ed emozionale, in modo da favorire quel distacco dalla massa tanto cara ai dominanti e re-impossessarsi del potere maldestramente affidato e consegnato nelle loro mani. Insomma, in questo momento il dibattito filosofico serve molto più dell'inondazione di notizie; il riappropriarsi dell'empatia e della sensibilità agli altri molto più che dotte disquisizioni sui massimi sistemi; la pratica spicciola di un po’ di potere, anche nelle piccole decisionalità, molto più che eterne e sterili discussioni.
In soldoni: prima di postare interrogarsi se la lettura di quel post potrà apportare qualcosa di veramente nuovo e smuovente nel lettore; dare degli input emozionali oltre che logici; e soprattutto evitare gli errori tragici di cui sopra.


   Come anticipato nel precedente post (e su questo tema ritorneremo in modo più esaustivo) la Rete, così come è configurata oggi, è un perfetto esperimento in vitro di autogoverno anarchico, dove il miglioramento del singolo migliora l'intera struttura, cosa questa veramente rivoluzionaria perché oggi non praticabile in nessun altro settore. Bisogna quindi sensibilizzare i lettori su questo importantissimo aspetto, e far capire che la stessa cosa può essere trasposta a livello di organizzazione sociale: ne conseguirebbe la morte inevitabile di ogni struttura parassita piramidale.

2) Riprendersi il Tempo
Privare le persone del proprio tempo (ossia privarle della possibilità di pensare ed agire in modo autonomo) va di pari passo con l'accettazione di un immaginario indotto. Riprendersi il Tempo è una priorità quindi non solo etica, ma una necessità di fatto per ritornare ad essere individui.
Ognuno lo faccia quanto e come può, magari togliendolo alla TV e ad altre insulse e controproducenti attività o “passatempi”… lo stesso discorso andrebbe gradualmente fatto nei rapporti di lavoro, favorendo la nascita di piccoli imprenditori “Luminosi” che, capendo che questo sistema li fagociterà, siano disposti a cambiare l'atteggiamento di sfruttamento in uno di vera collaborazione: ti offro condizioni più dignitose e più tempo perché so che ne verrò ampiamente ripagato in termini di consapevolezza ed emancipazione da un sistema che, dopo il mio dipendente, finirà per stritolare anche me.

giovedì 16 agosto 2018

Fiction e Talk Show sono gli aspetti più pericolosi della Televisione (Parte 1)


di Mondart

   La Televisione è la Mamma, il Sistema il Papà, la Popolazione l'eterno Bambino da indirizzare e/o controllare, ma sempre evitando che cresca.

   Torniamo a parlare di Televisione quale aspetto più emblematico del lavoro psicologico che viene condotto sulle nostre menti al fine di tenerci nella condizione di eterna sudditanza. Non è solo la TV ovviamente a fare questo, ma TUTTO il messaggio sociale nel suo complesso; e poiché il nostro fine è cominciare a "vedere il condizionamento", per poter difendercene e riuscire a pensare e realizzare delle alternative, prenderemo ancora una volta la TV come emblema più chiaro e decifrabile, nonché il più potente: basta andare a rileggersi quanto prevedeva il Piano di Rinascita Democratica (altrimenti detto P2 o "Propaganda 2", nome che è la precisa dichiarazione d'intenti di un modus operandi) per capire infatti quale importanza è stata attribuita al fine di plasmare e surrogare le coscienze.

   Per inciso, il piano prevedeva la destrutturazione della stessa RAI per sostituirla con televisioni private (allora la RAI aveva ancora una funzione "educativa", e alcuni ricorderanno certamente programmi di alfabetizzazione di massa come "Non è mai troppo tardi").

   Il Potere infatti altro non è che "pensiero condiviso e accettato" (e su questo torneremo in un prossimo post) ed il problema di controllare la massa si è sempre posto al Potere; nell'antichità per esempio tale controllo veniva svolto egregiamente dalle Religioni. La forma del controllo è sempre e comunque l'induzione di un inconscio collettivo, induzione praticata non attraverso la ragione (che è del tutto inadatta a tale scopo) ma attraverso l'emotività, le emozioni, la suggestione, la paura e il desiderio, attraverso un meccanismo sottile di premi e disincentivi psicologici, insomma attraverso gli strumenti propri di ogni educazione, e ben noti ad ogni genitore... con la differenza che mentre un bravo genitore tenderà alla crescita, all'effettivo sviluppo e autonomia de proprio bimbo, qui si cerca l'effetto opposto, ossia un perenne incatenamento ad uno stato di fanciullesca inferiorità, sudditanza, bisogno di riferimento ad un "superiore" che fornirà tutte le risposte.

   A questo scopo l'individuo non deve plasmarsi, ma rimanere "poltiglia sociale", massa appunto il cui comportamento sia riconducibile a poche e ben precise dinamiche facilmente prevedibili e controllabili, che verranno infine sempre qualitativamente livellate verso il basso (e non verso l'alto, come dovrebbe fare un'educazione che si rispetti).

   È esattamente lo stesso concetto del "Dogma" medievale, che non era discutibile, che non ammetteva risposte al di fuori di sé stesso (ricordate "Il Nome della Rosa"?), pena l'essere tacciati e perseguiti di Eresia.
   La televisione attraverso fiction e talk show non impone dogmi ma limita la rosa delle possibili alternative a quelle approvate dal sistema, promuovendole e premiandole finché verranno inconsciamente ritenute le sole percorribili.

   Ora, diventa necessità automatica fare un volo pindarico proprio sulla massoneria, ossia il pensiero che originariamente si contrappose nel modo più energico e vitale al Dogma ecclesiastico... massoneria che dunque parte bene ma finisce male, finendo per esercitare (e il Piano P2 sopracitato serviva solo da piccolo esempio di ciò) lo stesso potere che si proponeva di combattere.
   Diciamo, in una parola, che il potere economico che si celava dietro la massoneria ha visto quanto poteva risultare per sé vantaggioso rimanere in questa condizione "ad eternum", senza più uscire allo scoperto: era l'espediente perfetto per la vittoria sulla corrosione storica del potere stesso, consunzione studiata e teorizzata dal Giambattista Vico coi suoi "corsi e ricorsi" storici. Consunzione che veniva determinata dall'opposizione, o comunque dal "non consenso" della parte integra della popolazione; questo ci istruisce anche sul perché la ricerca del consenso sia così importante paradossalmente proprio tra i poteri che si pongono come assoluti e autoritari.
   La grande vittoria del disegno massonico riguardante il controllo dell'opinione verteva su due punti essenziali:
   1) Impedire che la popolazione sia "integra" nella sua capacità di intendere e di volere.
   2) Impedire il realizzarsi di una reale alternativa ad un modello di comportamento indotto.
   Ma anche su questi punti torneremo con maggior chiarezza.

   Oggi assistiamo infatti ad una stranissima "schizofrenia sociale" dove, se da una parte sono stati pienamente applicati gran parte degli assunti massonici nel tessuto sociale (distruzione della sovranità degli Stati, distruzione del potere persuasivo della religione cattolica, distruzione della famiglia come nucleo sociale e insieme di valori di riferimento, etc. - e questo poteva, nelle intenzioni primigenie, anche avere un valore in sé positivo), non è stata parallelamente sviluppata nella popolazione quella maturità individuale che le avrebbe permesso di giovarsi positivamente di questi cambiamenti, ossia la crescita individuale e l'evoluzione dell'individuo verso l'autogoverno; al contrario, si è lavorato sempre più per trasformare la popolazione in "massa" (quindi un processo contrario di de-individuazione) ancor più pilotabile che non nel medioevo.
   La massoneria quindi, come tutti i movimenti rivoluzionari guidati da una classe, ha distrutto un potere semplicemente per rimpiazzarlo con una nuova tirannide, la tirannide psico-capitalista, ed affermare e consolidare il suo potere.
   Altro che sviluppo dell'Umanità e del Progresso... cialtronate di astutissimi manipolatori.

   Si assiste infatti sul piano psicologico e ideologico a quanto si assiste sul piano economico: mezzi potenzialmente ottimi e portatori di vera libertà e crescita individuale (una VERA politica monetaria ed un VERO mercato libero, non strumentalizzati da poteri occulti sarebbero stati per esempio ottimi strumenti di sviluppo collettivo) sono stati ritorti contro la massa a favore di una piccola élite, permettendole di ottenere e mantenere un controllo duraturo nel tempo.
   Sul piano del consenso, si sono sfruttate invece le nuove conoscenze psicologiche per plasmare gli individui in modo da far loro desiderare le catene stesse che li avrebbero imprigionati (emblematica in tal senso la frase pronunciata in 1984 dal Torturatore: "Finirai per amarmi").

   Ma torniamo veramente a noi: Chi vi ha messo in testa infatti, solo per fare un esempio, che dovete essere governati da una struttura esterna piramidale e autoritaria? Anche questa è una balla colossale, come balla colossale è l'affermazione che "altrimenti ci sarebbe il caos generale..." mica vero, e un esempio vivo e lampante l'abbiamo quotidianamente sotto gli occhi ogni santo giorno: la rete.

   La rete infatti (sempre che non venga imbrigliata) è il perfetto "esperimento in vitro" dell'autogoverno anarchico: benché in rete ognuno sia libero di fare quel che vuole senza controlli, senza premi ne punizioni di sorta; di dire le cose più eccelse come le più grosse idiozie, di comportarsi da criminale come da mente sublime, sarà alla fine proprio la libertà e l'apertura del sistema stesso ad auto perfezionarlo, a selezionare la qualità sia dei contenuti che del servizio.
   Il singolo utente infatti, proprio in quanto non massificato da condizionamenti esterni imposti da un soggetto manipolante, sarà incentivato ad usare la propria testa, per esempio, per capire se fidarsi o meno di una fonte, per capire se un blog parla di cose sensate o di cialtronerie, e dovrà fare tutto un lavoro di confronto, verifica e controllo continuo su sé stesso e sul materiale a disposizione, esercitare continuamente la sua capacità di analisi e senso critico, e infine affidarsi solo al buon senso: ossia l'esatto contrario della delega deresponsabilizzante, è proprio il tipo di lavoro che politicamente abbiamo rinunciato a fare, delegandolo a puri approfittatori, e che dovremo per forza tornare a fare se vogliamo trovare un rimedio nell'attuale stallo.
   Un lavoro che migliora non solo il singolo ma la struttura stessa... cosa impensabile negli attuali ordinamenti politici.

   Ovvio che qualsiasi alternativa al marcio sistema concretizzatosi debba prevedere un lavoro analogo, ossia un riappropriarsi della testa, del tempo e infine della decisionalità. Ed ovvio che questo sarà tanto più possibile quanto più il sistema che si andrà a instaurare avrà le caratteristiche della rete.
   (Confesso che tutt'oggi il web per me è un vero mistero, mi verrebbe da dire che i dominanti ci abbiano concesso quest'ultima possibilità nella partita vitale che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, mentre tutte le altre vie sono impedite... e se così fosse, bisognerebbe effettivamente riconoscere una volontà di "Illuminazione" a chi per altro verso ci incatena, facendoci ostinatamente capire la fallacità dei vecchi sistemi... ma questa è solo un'illazione, magari una speranza... dovrei essere un 33° grado per saperlo, ma sono solo al 32). Comunque sia, vale la pena sfruttare al massimo tale opportunità, e capire che il sistema "web" può essere perfettamente trasferito anche al sistema sociale: i pirla, gli approfittatori, i lucratori, i trolls, i disinformatori sul web vengono facilmente sgamati, e dopo poco nessuno se li fila. Un sistema che si autocorregge istante per istante: la vera vittoria sulle teorizzazioni del Vico.
   Ed anche questo sarà argomento di successiva e più ampia trattazione.

lunedì 13 agosto 2018

Il movente "teoretico": Puritani e Vecchio Testamento


Di Mondart
"Nel dettaglio si nasconde il demonio"

   Dagli studi di Kleeves prendiamo ancora una volta lo spunto per capire il modo di pensare, comprendere la "visione del mondo" di questa particolare tribù che, migrata dall'Inghilterra nel Nuovo Mondo, diede origine alla civiltà americana, e per cercare veramente di capire perché ancora oggi non se ne stiano tranquilli a casa loro.

   Cosa che in effetti non hanno mai mai fatto fin dagli inizi della loro civilizzazione, in quanto la loro pratica di vita è sempre stata improntata all'espansionismo ed alla sottomissione cruenta, dove non al vero e proprio annientamento, delle popolazioni con cui sono venuti in contatto, conducendo più di 200 conflitti armati in altrettanti anni di civiltà (senza contare quelli soltanto provocati e condotti in modo indiretto), e dimostrando sempre una sorprendente predilezione per le stragi sia di combattenti che di civili: uno stragismo che ad oggi ha fatto qualcosa come 30 milioni di morti. Predilezione che dovrebbe indurre non poche perplessità ed imbarazzo in ogni persona dotata di buon senso, nonché ad una profonda riflessione volta a comprendere sia la reale natura che tutta la pericolosa portata del fenomeno stesso.

   Se nel post precedente abbiamo analizzato il movente "storico" dell'eterno fascino che la conquista del mercato d'Oriente ha da sempre esercitato nella mente di questi "mercanti armati", qui ne analizzeremo il postulato filosofico-religioso di base, che coincide sostanzialmente con l'adozione a modus vivendi della particolare interpretazione fatta ad opera dei Puritani del Vecchio Testamento.

   Si tratta di una deriva particolarissima, un'ulteriore estremizzazione del Protestantesimo già "spinto" di Calvino, un fondamentalismo che estrapolando solo i dati di comodo dalla lettura del Vecchio Testamento (vedasi per esempio l'argomento "schiavitù", tollerata nelle Scritture fino ad un massimo di sette anni, periodo dopo il quale lo schiavo deve essere rimesso in libertà, ed applicata da questi furbacchioni non solo con l'estensione a vita della schiavitù, ma addirittura con la teorizzazione della sua ereditarietà!) arriva a negare ogni concetto di carità e di amore fondanti per la dottrina cristiana e ritenere non solo permessi, ma eticamente giusti e desiderabili i loro esatti opposti, ossia l'avidità, l'accumulo di ricchezza, e il non ritenersi in alcun modo responsabili della sorte altrui.

   Una necessaria parentesi per capirci al volo: la tesi di questo ciclo di post, già preannunciata in "Ma perché non se ne stanno tranquilli a casa loro?" è che queste non siano ancora le vere motivazioni di fondo, ma solo le "razionalizzazioni logiche", o per meglio dire gli elementi storico/culturali che hanno favorito l'evolversi di una fondamentale patologia sociale di tipo sadico-distruttiva, vero movente e "motore immobile" di tutta la storia americana.
   Patologia selezionata appunto da una serie di fattori storico filosofici e comportamentali che hanno dapprima portato al potere una caratterialità umana ben precisa, e poi spinto all'orientamento dell'intera struttura sociale in modo da adattarla alle proprie particolarissime esigenze; abbiamo così una caratterialità sadica di potere, che sviluppa una società di tipo distruttivo e necrofilo.
   Per inciso, sia detto che plasmare un'intera società sulle esigenze di un gruppo è più semplice di quanto la gente comunemente ritenga: politicamente questo è avvenuto parassitando la forma di democrazia parlamentare attraverso un'oligarchia di ricchi che da subito si è posta alla guida del Congresso, perpetuandosi poi attraverso un sistema elettorale elitario e fondato sul denaro, che consente il reale accesso alla vita politica solo ad una piccola, ben selezionata e preconfezionata "Nobiltà" (un establishment, è bene ricordarlo, che nel 1945 aveva a disposizione metà del reddito mondiale); mentre socialmente è reso possibile ingannando mediaticamente l'opinione pubblica sia sulla vera natura della forma istituzionale che sui reali fini da essa perseguiti... e su questo la popolazione americana dovrebbe al più presto aprire gli occhi, in quanto è lei per prima ad essere usata da un potere patologico e criminale.

   
   A maggior ragione chi scrive considera assolutamente fallaci e futili le motivazioni portate da certi pseudo-analisti che vedono nella semplice lotta per "il petrolio e l'energia" o "per questioni economiche tout-court" il movente ultimo di un agire che vedrebbe nel benessere dei popoli, nelle crisi economiche o nel bisogno di fonti di energia il movente di questo oscuro agire: BALLE, non fosse per il semplice fatto che sia l'economia che le crisi sono condotte ad arte proprio verso il loro fallimento attraverso gli strumenti della Moneta Debito e del Debito Pubblico, e che le risorse energetiche, in un mercato "normale" e non truccato da una cupola di criminali, sarebbero semplicemente fonte di scambio economico e reciproco benessere, e non di guerre e stragi spinte solo attraverso la falsa percezione indotta nel popolino delle dinamiche sottostanti. Chi continua a dissertare sul petrolio, economia e cazzate varie è quindi COMPLICE degli stessi criminali al potere, ed in questo ancora più infido e falso dei media di regime che propagandano "l'esportazione della democrazia": quelli infatti una mezza verità la dicono, in quanto è proprio una forma parlamentare simile alla loro che questi vermi parassiti, queste tenie, questi delinquenti, questi topi di fogna ritengono il terreno più adatto alla loro propagazione.

   A chi si ostina a vedere una natura politica (nel senso etico ed etimologico del termine) quale movente di tale agire, voglio solo ricordare cosa successe con i Nativi d'America: quale VERO motivo c'era di condurre alla loro totale estinzione, un'estinzione che mirava ad ucciderne il pensiero e la cultura, ancor prima che i corpi? Non sarebbe stato più "naturale" trattare con loro, acquistare delle terre e convivere pacificamente formando una vera fusione di popoli e scambio di culture? Non è proprio questo che si intende per progresso umano? Già quel primo antefatto dovrebbe indurci tutti a "star su con le orecchie", perché la nostra ingenua dabbenaggine rischia di farci fare la stessa fine degli Indiani d'America, mentre i Tex Willer di turno ci rabboniscono con le loro fandonie e finte chimere a buon mercato, atte solo a camuffare il vero volto del loro padrone.

   Vero volto, vero carattere psicologico che è chiaramente rivelato anche nell'immaginifico di UFO, alieni ed extraterrestri vari (ossia nell'inconscio L'ALTRO per antonomasia): questi qui se la prendono guardacaso sempre con gli americani, e con tutto lo spazio che c'è al mondo atterrano sempre a New York City in pieno traffico cittadino, sono sempre cattivi e animati da un insano desiderio di sopraffazione e di dominio... ossia abbiamo un'esatta cartina al tornasole, un test Rorschach dell'inconscia proiezione psicologica del loro stesso carattere di base: che è sadico verso il soggiogato, ma al tempo stesso dominato da una folle paura di tipo masochista verso ogni fantasmatica percezione di una minaccia esterna (provate a sostituire il termine "alieno" con "terrorista" o "massa della popolazione", per vedere l'effetto che fa!). Lo stesso film "Alien" altro non è che la perfetta proiezione inconscia della loro cultura, del loro pensiero, del loro tratto caratteriale sadomasochista per cui si materializza come incubo e minaccia proprio ciò che essi stessi fanno agli altri: parassitarli riproducendosi attraverso i loro corpi, le loro civiltà, le loro organizzazioni statali, le loro economie. E l'america stessa, fin dalla sua nascita, altro non è che questo: un gigantesco scherzo della natura, una variante impazzita del genere umano, uno strano organismo geneticamente modificato, un Alien che si traveste da Marilyn.

Eh sì, perché bisogna cominciare ad intenderci sui termini signori miei, sia sul loro preciso significato etimologico che sulla portata dei disastri che fa nell'immaginario collettivo il loro calcolato uso improprio: il termine "Cannibale", per esempio, sta ad indicare una persona che in determinate occasioni (vuoi rituali, vuoi per forzatura, vuoi per manifesto disturbo mentale) si nutre dei suoi simili. E se posso intellettualmente simpatizzare e perfino ammirare il guerriero che in battaglia strappa il cuore dal petto dell'avversario e se ne nutre, celebrando così un rituale inteso ad appropriarsi della sua forza e del suo coraggio, resta il fatto che il cannibalismo è socialmente accettabile finché resta, appunto, circoscritto in questi ambiti molto particolari e numericamente irrilevanti...

   ...ma la Natura stessa, ancor prima dell'uomo, si difende dalle devianze potenzialmente pericolose introducendole con estrema parsimonia numerica, e favorendo sempre il possibile evolversi verso attitudini socialmente accettabili anche delle pulsioni più primitive. Così che anche la forma più alta e spirituale di amore, per esempio, ha in sé l'idea del cannibalismo in quanto "fusione e assimilazione" con l'altro: non dice forse Cristo "prendetene e mangiatene tutti, questo è il mio corpo", e non diciamo forse alla persona amata "ti mangerei tutta" ad esprimere il nostro desiderio, affetto e la nostra ammirazione per la sua bellezza?

   Significati e pulsioni primitive, dalle quali dipende la sopravvivenza stessa, sono innati in noi così come sono innate le potenzialità affinché esse evolvano verso qualcosa di socialmente accettabile: l'idea del "mangiare" è pertanto insita in una miriade di comportamenti adattivi, dove si va dall'atto fisico vero e proprio del nutrirsi all'amore filosofico per il sapere: in entrambi i casi si sfrutta la stessa pulsione originale, indirizzandola verso obiettivi accettati; pulsione che può occasionalmente riproporsi nella sua forma primitiva in casi estremi o in situazioni limite, come nel caso dei "sopravvissuti delle Ande", dove messi di fronte all'alternativa di morire di fame i sopravvissuti non disdegnarono di mangiare fettine dei loro compagni morti nell'incidente aereo... ancora a sottolineare che tali pulsioni non sono in sé "malvagie", ma esistono proprio per favorire la vita e la sopravvivenza dell'individuo e della specie.

   Ma se mezzo mondo comincia a trasformarsi in cannibale, beh allora, forse, è il caso di cominciare a preoccuparsi, sia nel suo che nel nostro interesse e salvaguardia, forse è il caso di cominciare a capire che "qualcosa si è rotto, qualcosa non va"! Allo stesso modo non è più accettabile ostinarsi a chiamare con termini vecchi e fuorvianti fenomeni che sono diventati la mostruosa metastasi della cellula originaria: non possiamo continuare a chiamare e giustificare come "commercio" il monopolio e lo sfruttamento condotti su scala globale, né come "normale diritto" l'ingiustificato espansionismo di una tribù che, chissà poi in base a cosa, ritiene plausibile prevaricare e distruggere intere civiltà e pensare che tutto il mondo sia di sua proprietà.

Ecco: vediamo quindi di capire, attraverso qualche stralcio dagli scritti di John Kleeves, come e perché questa tribù si sia messa in testa queste convinzioni tutte sue.

 
 [...] Il termine "puritano" si è affermato nel mondo occidentale come sinonimo di persona bigotta e di costumi sessuali eccessivamente rigidi, ma intimamente ipocrita.
   Questi erano in effetti i tratti più evidenti dei Puritani storici. Ma i Puritani storici erano molto più di questo. Come abbiamo visto, per un insieme di circostanze nell'Europa del Quattro-Cinquecento si andava delineando un nuovo tipo umano, un nuovo atteggiamento psicologico verso la vita. Esso nasceva dall'incontro fra un individualismo materialistico istintivo e la teoretica del Vecchio Testamento, che gli offriva una razionalizzazione, una protezione ed un sistema di propagazione nello spazio e perpetuazione nel tempo. Si originava, così, una valutazione globale della vita che forniva soluzioni specifiche e coerenti in ogni aspetto dell'umano e che, lasciata libera di esprimersi, avrebbe generato una civilizzazione nuova. I Puritani erano gli esponenti più coerenti di questa nuova cultura europea, coloro che più sfruttarono gli spunti del Vecchio Testamento. Erano in effetti quelli che ne avevano più bisogno dal punto di vista esistenziale e infatti, liberi di esprimersi nel continente nuovo, diedero vita alla civilizzazione americana. Gli Stati Uniti non sono una società culturalmente composita, o derivata dall'incontro e dal contributo di differenti culture. Negli Stati Uniti non vi fu mai alcun melting pot. I Puritani formarono subito una società culturalmente congrua e compatta, quindi di semplice aggregazione da intuire e foriera di risultati concreti: conformandosi ad essa non era difficile raggiungere l'agiatezza, facilitati anche dalla obiettiva ricchezza del paese. Alla seconda o terza generazione i discendenti dei nuovi arrivati ne facevano già parte, se non nominalmente, di sicuro nella realtà effettiva.

   [...] "Traevano ogni ispirazione dal Vecchio Testamento, o almeno erano convinti di farlo. L'idea fondamentale era che la ricchezza materiale, e più in generale il benessere materiale, compreso quello fisiologico, rappresentava un segno di elezione divina. Un individuo era eletto se Dio lo predestinava alla virtù di osservare i Comandamenti. Non c'era obbligo alla solidarietà reciproca né a compiere opere di bene. Il rispetto richiesto per i Comandamenti era letterale, cioè formale. La figura di Gesù era totalmente ignorata, benché certamente si definissero "cristiani".
   I Puritani, come del resto un po' tutti gli altri Protestanti, operarono una certa mirata selezione anche nell'ambito del Vecchio Testamento, a ulteriore dimostrazione del principio utilitaristico alla base di tutta l'operazione. Consideriamo, per esempio, la schiavitù. È vero che il Vecchio Testamento la giustifica, ma solo in una certa ottica. Fra gli ebrei storici gli schiavi diventavano tali in genere per un debito non pagato e quindi, una volta di proprietà del creditore, erano trattati bene e venivano considerati un po' come parte della famiglia. Dio enuncia a Mosè un certo numero di precetti sul modo di trattare gli schiavi, ma i Puritani gli ignorarono.

   [...] "Un concetto importante per i Puritani, che si rivelò gravido di conseguenze inaspettate, era quello di popolo eletto. Chiunque pensa che il Vecchio Testamento, nel parlare di "popolo eletto", si riferisca anche a lui deve convincersi di far parte di quella particolare "elezione" divina presa in considerazione nel testo biblico; e così facevano i Puritani. Al popolo eletto Dio destina una patria opulenta, e i Puritani certamente si diressero in America pensando che fosse la loro Terra Promessa. Gli indiani erano destinati alla distruzione per loro mano così come lo erano stati i cananei per Giosuè e i Giudici. Non solo, ma quando i Puritani scorgeranno un po' più in là una terra ricca o in qualche modo appetibile penseranno sempre di averne diritto, un diritto che giustificherà anche i mezzi più cruenti, stermini compresi. La debolezza della resistenza incontrata sarà un segno divino, mentre la sua tenacia li scandalizzerà. Le implicazioni in politica estera e militare di questa concezione non possono sfuggire e, come si vedrà, non cesseranno mai di influire nella storia statunitense.

   [...] "In campo religioso essi non riconobbero più la gerarchia della Chiesa d'Inghilterra, e bandirono tutte le manifestazioni esteriori di culto introdotte arbitrariamente dalla Chiesa Cattolica, che quella aveva conservato: i vestimenti rituali, il segno della croce, particolarmente nel Battesimo, la genuflessione durante la Comunione, l'uso della fede nel matrimonio, l'osservanza delle festività per i Santi, compresa la celebrazione del Natale, ed in genere tutto quanto prescritto dal The Book of Common Prayer, una specie di breviario pubblicato dalla Chiesa d'Inghilterra. In particolare celebrare il Natale nel New England fu illegale sino alla prima metà dell'Ottocento, e ciò nonostante la separazione fra Chiesa e Stato decretata dalla Costituzione del 1787.
   La loro organizzazione politica si basò su due concetti fondamentali: quello dell'uomo singolo che doveva essere assolutamente libero di poter fare la sua fortuna materiale, vincolato solo dal rispetto dei Comandamenti; e quello della comunità che doveva solo sorvegliare che i medesimi fossero appunto rispettati.

   [...] "I Puritani rappresentavano l'antitesi della democrazia. Essi non credevano affatto che gli uomini fossero tutti uguali, e tantomeno che avessero gli stessi diritti.
   Alcuni in effetti potevano anche essere ridotti in schiavitù. Essi pensavano al governo ad una oligarchia di uomini virtuosi e meritevoli che soli avevano - collettivamente e quindi... democraticamente - il diritto di regolare i modi e i mezzi con i quali un eletto aveva la possibilità di realizzare a pieno la volontà divina, che si manifestava col successo o l'insuccesso materiale. L'accesso a tale oligarchia non poteva essere negato a chi, diventato ricco e magari essendo anche in buona salute, dimostrava di essere per definizione uno di loro. Di qui deriva un altro aspetto della loro apparente democraticità, oltre che del loro repubblicanesimo: l'abolizione del concetto di élite per via ereditaria e l'introduzione di élite aperta, appunto "democratica". In pratica, alla nobiltà per diritto divino, indimostrabile, di stampo medioevale i Puritani sostituirono la nobiltà per diritto divino dimostrabile, appunto attraverso la ricchezza materiale. Gli americani attuali accettano di buon grado che i loro dirigenti politici e funzionari dello Stato siano quasi tutti uomini estremamente ricchi, e la giustificazione risiede implicitamente in quel ragionamento puritano.

   [...] "A questo punto gli Stati Uniti non dovrebbero più essere degli illustri sconosciuti.
   A partire dal 1945 hanno eretto attorno al proprio sistema un grande sbarramento, una cortina fumogena fatta di propaganda, di disinformazione, di travisamenti, di mezze verità e di bugie intere che toccano tutti gli aspetti della realtà, dalla storia all'attualità, alle relazioni estere, e che è di un'efficacia tremenda, perché viene attuata su tutti i piani della comunicazione umana e realizzata grazie ad una concertazione così perfetta e così corale da non avere precedenti nella Storia. Si può concludere che tutti i fatti della politica estera americana sono sempre stati caratterizzati dallo stesso motivo conduttore e sono serviti immancabilmente a un unico scopo: procurare condizioni le più vantaggiose possibili alle aziende americane che operano all'estero o con l'estero, cioè alle Multinazionali. In altri termini, fin dalle origini la politica estera americana è stata calamitata da un preciso miraggio, situato in cima al suo orizzonte visivo: la conquista del mondo e delle sue risorse.

   [...] "Un'altra costante emerge con evidente chiarezza nella storia americana. Ci riferiamo alla
violenza sanguinaria contro il genere umano. Gli indiani furono sterminati e si è visto con quali sistemi e in quale consistenza numerica (circa cinque milioni). I neri furono non solo schiavizzati, ma trattati come animali. In conseguenza dello schiavismo americano furono sterminati in Africa circa 40 milioni di individui. Con i bombardamenti di civili durante la Seconda Guerra Mondiale uccisero tre milioni di persone, in Europa e in Giappone. Provocarono poi la morte di un milione di prigionieri di guerra tedeschi, su un totale di tre milioni. Sempre con i bombardamenti sterminarono verosimilmente quattro milioni di persone in Corea e probabilmente sei milioni di persone in Vietnam, Laos e Cambogia. Invadendo Panama nel 1989 bombardarono il quartiere popolare di El Chorrillo a Panama City uccidendo circa duemila persone; lo fecero solo a scopo di punizione e come monito a non ribellarsi più agli Stati Uniti in futuro. Non vi era alcuna necessità, infatti, lo fecero per spargere il terrore, e questo può definirsi senz'altro "terrorismo". Durante la breve Guerra del Golfo colpirono ancora i civili, uccidendone circa 300 mila.
   Finora ci siamo riferiti alle guerre dichiarate, ufficiali, condotte alla luce del sole.
   Ci furono poi gli innumerevoli massacri, grandi e piccoli, perpetrati dai regimi fantoccio degli Stati Uniti e che gli stessi manovrarono o incoraggiarono a compiere, nell'ambito della politica neocoloniale del dopoguerra; qualche volta vi parteciparono direttamente con uomini e mezzi, come per esempio in occasione dell'invasione di Timor Est da parte della neocolonia dell'Indonesia, nel corso della quale furono uccisi circa 700 mila civili. Il totale di queste vittime, come si è detto in precedenza, è da valutare intorno ai 30 milioni di unità.

(da John Kleeves, "Un Paese Pericoloso")



   

     

venerdì 10 agosto 2018

Ma perché non se ne stanno tranquilli a casa loro? (Seconda parte)



Riassumendo, vediamo brevemente le caratteristiche che hanno storicamente favorito il predominio della caratterialità sadica nella civiltà americana in particolare ed in seguito, per "rientro dell'esportazione", in quella occidentale da cui effettivamente parte tutto:

Dinamiche favorenti Storiche
L'attuale classe dominante occidentale nasce storicamente nell'Europa del '400/'500 con la borghesia commerciale favorita dalla fine del Medioevo e dagli scambi commerciali navali. Ben presto tale borghesia, detentrice del reale potere economico, comincia ad aspirare anche al potere politico, e lo fa sovvertendo nel corso della storia i poteri assoluti "ad alta decisionalità" di Re, Principi e Vescovi, ed instaurando strutture "a bassa decisionalità ed altamente burocratizzate", molto più facili da infiltrare, che vedranno nella democrazia la forma più adatta all'instaurarsi del nuovo potere. Commercio, filosofie umaniste, massoneria, se all'inizio hanno l'utile funzione di destabilizzare il potere assoluto di stampo medievale, diventano poi gli strumenti d'elezione per la presa e mantenimento di potere di questa nuova classe.

Dinamiche favorenti Religiose/Filosofiche
La caratterialità sadica viene storicamente favorita (e qui non saprei dire se e quanto anche "preparata" da una sapiente propaganda culturale) prima della Riforma Calvinista (che di fatto con la teorizzazione dei principi di "Elezione incondizionata" e di "Mandato creazionale" sovverte i principi cristiani premiando l'egoismo e il dominio quali qualità eticamente desiderabili), poi da tutte le filosofie e scuole di pensiero moderne (sostanzialmente da Kant in poi, dove con il postulato di "Male Radicale" si accredita l'idea della intrinseca incapacità umana di scegliere il bene, col conseguente bisogno di una guida e della giusta punizione - ossia proprio ciò che il sadico dice al dominato!). Tutte le nuove teorizzazioni filosofiche da Kant in poi, ivi incluse anche quelle di Capitalismo e Comunismo, non saranno altro che "i media" di diffusione del pensiero della nuova classe egemone.

Dinamiche favorenti Organizzative e Territoriali
Il carattere di "trasmissibilità" sociale del carattere sadomasochista, e della facilità con cui tale dominante riesce vincitore ed ottiene il pieno controllo sociale, è attuato proprio attraverso una struttura a "piramide" che si alimenta praticamente da sé, semplicemente parassitando le architetture democratiche che si sono dimostrate essere il terreno migliore e prediletto a tale scopo (niente come una democrazia fornisce infatti una forte burocratizzazione peraltro poco controllabile e quindi facilmente infiltrabile da persone ben motivate ad assumere il controllo, in questo favorite anche dalla "bassa decisionalità" del sistema subentrante alla "alta decisionalità" delle precedenti monarchie). Come già anticipato, la migrazione nel nuovo mondo e lo sviluppo sociale di questa praticamente unica caratterialità senza opposizioni né antagonismi, ne ha determinato sia la presa di potere sul resto della popolazione che la particolare connotazione distruttiva della civiltà americana.

TUTTO SI SPIEGA
Da notare, infine, come tale ipotesi "sadica" (per la quale il "nemico" è semplicemente l'altro da sé, da sottomettere o distruggere senza scrupoli) spieghi perfettamente i tanti "non sense" che ancora appaiono con eclatante evidenza e che non si giustificano con gli altri tipi di approccio usati per capire le attuali dinamiche sociali; non sense tra cui spicca in modo abnorme e sconcertante la totale assenza di empatia dei dominanti verso le loro stesse popolazioni, cosa che diventa invece chiarissima quando si capisce che il primo e vero nemico dell'attuale élite di potere è appunto la massa della popolazione, e contro di essa è effettivamente rivolta ogni loro azione... (come abbiamo visto non c'è infatti alcuna motivazione logica che regga la giustificazione di guerre intraprese in giro per il globo, guerre solo apparentemente rivolte verso popoli "canaglia" (colpevoli solo di esistere), ma che realmente attaccano TUTTA la massa popolare, a cominciare proprio dalla stessa popolazione americana che da tali guerre viene prima impoverita e poi semplicemente distrutta, sfoltita con vari metodi più "socialmente accettabili" quali il lasciarla senza casa, senza previdenza sociale e senza assistenza medica; alla fine, eventualmente, ci penserà poi un bel terremoto intelligente o uno tsunami a far piazza pulita di un po' di fastidiosi straccioni - ricordate Katrina e la "solerzia" di Bush?)

Si spiegano così gli eccidi di massa, i massacri gratuiti di civili e prigionieri di guerra, i bombardamenti dall'alto sulla popolazione civile, l'utilizzo su vasta scala del micidiale uranio impoverito che impedirà la normale ripresa e riproduzione dei popoli aggrediti; si spiega la volontà criminale di perseguire il controllo climatico, alimentare, energetico, etc.; si spiegano la reintroduzione della tortura su vasta scala, il bisogno di distruggere non solo il "terrorismo" ma qualsiasi altra cultura e pensiero alternativo, e la necessità che il mondo adotti quindi il loro solo "pensiero unico"; si spiegano gli omicidi rituali (che non sono "satanici", ma servono più prosaicamente al soddisfacimento delle pulsioni sadiche dei più malati e potenti tra tali individui), la tratta di minori a scopo di stupro e violenza, nonché il loro utilizzo per l'espianto degli organi e la produzione di film in cui il soggetto viene violentato, torturato e infine ucciso (snuff movies); si spiegano le sette segrete, i rituali e il bisogno di segretezza in genere, l'accanimento con cui si promuovono sempre nuovi conflitti, crisi e catastrofi senza minimamente tener conto della vita umana; si spiega il messaggio mediatico di menzogna nella sua interezza, e l'intrattenimento sempre più a sfondo sadomasochista volto a creare nella massa le condizioni favorenti al diffondersi di tale patologia; si spiega il terrore folle di questa gente di essere scoperta, si spiega il perché tengano tanto a riprodursi seguendo precise linee di sangue, si spiega in una parola il perché di questa folle pulsione a sottomettere l'umanità...

...e di questo tengano conto tutti i vari opportunisti che per potere o denaro o semplicemente cedendo al ricatto accettano ora di unirsi e di allearsi con gente siffatta: non ci si accorda con un sadico, se non diventando automaticamente masochisti e accettando la sua pulsione di dominio; pulsione che all'inizio potrà anche essere camuffata, ma che alla lunga non mancherà di mostrare il suo vero volto, per il sadico non esistono amici ma solo nemici da distruggere o ridurre al puro stato vegetativo, senza nessuna reale indipendenza ed autonomia dalla sua persona, il sadico è un malvagio ed userà la sua accresciuta potenza sempre e solo in tale direzione, in un circolo perverso che prevede solo la sussistenza del dominato "utile".

IL MONDO È DUNQUE IN PERICOLO?
Certamente, perché tale caratterialità posta ai vertici tende a plasmare la società a sua immagine, somiglianza e "consumo"; in una società così fatta non ci sarebbe più posto per lo sviluppo di un individuo normale, che si vedrebbe costretto ad involvere a sua volta verso tendenze sadiche o masochiste, chiudendo il cerchio di quel "Mondo Nuovo" tanto caro ai sadici oggi al dominio. È quanto hanno già fatto culturalmente e mediaticamente in occidente, è quanto si sta facendo, andando meno per il sottile, col globo intero. E proprio nel fatto di vedersi chiaramente a rischio in una società "normale", è da leggere il tentativo attualmente posto in atto di guidare la nostra civiltà verso una forma sadica "globale". In questo i dominanti sono ed agiscono esattamente come "alieni" che, al fine di preservare la loro sussistenza e le loro necessità antisociali di violenza e controllo, devono per forza di cosa assumere il pieno controllo sociale e replicarlo su scala globale. È una battaglia per l'esistenza e la sopravvivenza di una "specie" che vede nei "normali" contemporaneamente il suo "cibo" quanto il più acerrimo nemico; una specie che sa di essere in minoranza (la stessa minoranza dei soldati che in guerra, per esempio, si trasformano in spietati aguzzini) e che proprio per questo deve accedere alle leve del potere, cosa in questo facilitata dal loro carattere tipicamente "autoritario". Come abbiamo visto sarà poi la stessa struttura sociale a selezionare automaticamente il carattere e gli individui più idonei alla sua perpetuazione.

LE RAGIONI DELLA SPERANZA:
C'è una speranza dunque di poter uscire da tutto ciò? È sempre Fromm a fornirci una possibile risposta, da ricercarsi nel fatto che tale carattere, contrariamente a quanto vogliano farvi credere i dominanti stessi, NON sia affatto innato nell'uomo e che anzi sia sempre l'espressione di una esigua minoranza, come in minoranza sono le tribù che adottano per sé stesse uno schema di sviluppo distruttivo:

"D'altra parte le forme "maligne" d'aggressione - sadismo e necrofilia - "non" sono innate, e possono quindi essere sostanzialmente ridotte, se le condizioni socioeconomiche si evolvono in modo da favorire lo sviluppo completo delle esigenze e delle capacità umane genuine, lo sviluppo dell'attività e del potere creativo dell'uomo come suo autentico obiettivo. Sfruttamento e manipolazione producono noia e superficialità, storpiano l'uomo, e tutti i fattori che paralizzano psichicamente l'individuo lo trasformano necessariamente in sadico e distruttore". 

domenica 5 agosto 2018

Ma perché non se ne stanno tranquilli a casa loro? (Prima parte)

di Mondart


Bella domanda... la domanda che tanti si pongono, ma a cui nessuno è ancora riuscito a dare una risposta plausibile.

Questione affrontata in sede "ufficiale" con ignobili e funamboliche teorizzazioni di tipo pseudo-ideologico, pseudo-economico e pseudo-scientifico, che altro non sono che inaccettabili operazioni di spin doctoring atte a giustificare e diffondere nell'Occidente la personale e discutibilissima visione del mondo di una ristretta élite al comando; e questione per altro troppo spesso affrontata dalla cosiddetta controinformazione con teorizzazioni altrettanto fantasiose e discutibili, che non fanno che fuorviare ed allontanare da una realistica e concreta comprensione dei fatti.

Comprensione che, trattandosi di uomini e di rapporti tra uomini, andrà cercata innanzitutto nella loro testa e nelle più fondamentali e primitive dinamiche di interazione sociale: chi si ostina a dare di tali motivazioni una visione di tipo solamente economico e strategico, ideologico e geopolitico, o al contrario solamente di tipo massonico, occulto e religioso, somiglia all'ubriaco che avendo perso le chiavi di casa in un altro punto continua a cercarle solamente sotto il lampione, giustificandosi razionalmente col fatto che "li ci si vede". Motivazione che ha una sua logica ben precisa e a suo modo anche inattaccabile, ma purtroppo fallace in quanto si scambia la "sovrastruttura" comportamentale con le sue "fondamenta", e la giustificazione razionale con la sottostante pulsione di tipo prettamente psicologico e sociologico.

Qui tenteremo pertanto un approccio di tipo storico-sociologico, antropologico e psicologico, che analizzi innanzitutto il rapporto tra caratterialità umane e struttura sociale, vedendo come determinati meccanismi, determinate dinamiche sociali finiscano per premiare o al contrario far soccombere tipologie caratteriali ben precise.

È quanto già sostenuto dalla "Scuola di Francoforte" e dimostrato in particolar modo da Erich Fromm che, con buona pace di tutto il pensiero filosofico occidentale di impronta tipicamente kantiana, afferma che la natura umana tende automaticamente al bene, ma è potenzialmente e psicologicamente fornita anche degli strumenti atti a perpetrare il male se il tipo di società in cui si troverà ad interagire non saprà adeguatamente soddisfare poche e basilari esigenze inalienabili di base, o ne dia un soddisfacimento distorto. Rimandiamo ad un prossimo post la trattazione più approfondita di quanto qui anticipato, ci interessa qui sottolineare come l'interazione tra individuo e forma organizzativa sociale selezioni delle categorie caratteriali ben precise portandole a detenere il potere, e come quella stessa società verrà da esse orientata verso uno sviluppo favorente la vita o al contrario favorente la distruttività e la morte, con una dinamica "circolare" in cui individui più o meno sani o malati favoriranno schemi e comportamenti sociali altrettanto sani o malati; a questo punto sarà lo stesso impianto sociale così formato a plasmare e selezionare la caratterialità più adatta al mantenimento e perpetuamento della struttura stessa. Al fine di poter meglio individuare il carattere psicologico di base di una società dovremmo sfrondarne l'osservazione da ogni sovrastruttura e giustificazione razionalizzante, e studiarla esattamente come studieremmo l'agire di un piccolo gruppo tribale, o ancora meglio di un singolo individuo (ed il potere, a tutti gli effetti, si organizza sempre come una piccola ed esclusiva élite tribale).

PERCHÉ dunque, aldilà delle mistificazioni razionalmente portate, davvero "non se ne stanno tranquilli a casa loro?"
Si può quindi a ragion veduta leggere nella caratterialità di base della civiltà americana una risposta a tale domanda; risposta qui enunciata solo per sommi capi, e che andremo a sviluppare nel corso di questo e dei prossimi post.

1) Per un disegno atavico di controllo del mercato orientale.
Questo è un motivo storico, risalente ancora all'epoca del dominio navale inglese e assunto a motivo esistenziale proprio dalla classe borghese e commerciale che migrò nel nuovo mondo, fondando gli Stati Uniti d'America (è quanto vederemo nel prossimo post).

2) Per il carattere tipicamente "sadico" del gruppo di potere alla guida di questa civiltà.
E questo è un argomento complesso che coinvolge sia motivi storico-religiosi, che filosofici e territoriali che hanno costituito le variabili storicamente favorenti alla selezione di particolare caratterialità sadica (e sotto vedremo cosa intendo esattamente con tale termine) che poi, migrando verso un nuovo territorio vergine - dove le culture locali vennero semplicemente sterminate insieme ai locali stessi - ebbe modo di svilupparsi praticamente incontrastato, senza doversi misurare con altre culture e forme di pensiero e di civiltà differenti: uno sviluppo questo socialmente simile a quello di un'unica tribù su una gigantesca isola deserta. Unicità di pensiero, carattere ed intenti che porta ben presto il gruppo egemone e sadico ad avere il pieno controllo sul resto della popolazione, divenendo l'attuale vero governo ombra degli USA.

Tentando dunque di fare qui un ENUNCIATO di quanto andremo via-via ad argomentare nel corso del post e dei successivi, possiamo sommariamente dire che:
Con l'Umanesimo e Rinascimento si sviluppa in Europa una classe borghese commerciale che diviene ben presto ricca e potente soprattutto grazie al commercio marittimo con l'Oriente. Nasce allora nella "mente" di tale classe sia il disegno esterno di controllo dell'Oriente, sia quello interno di assurgere a maggior potere politico, in quanto classe già detenente il potere economico.
(Entrambi i disegni sono tuttora perseguiti, con la sola differenza, riguardo il disegno interno, che mentre prima il nemico era da identificarsi "in alto", ossia nei Principi e nella Nobiltà, oggi è da identificarsi "in basso", ossia nella massa della popolazione).
Caratteristiche culturali legate allo sviluppo di un nuovo pensiero filosofico-religioso (sostanzialmente l'Umanesimo e la Riforma Protestante con la sua deriva Puritano-Calvinista) favoriscono sia l'ascesa al potere di tale classe, che la successiva selezione sociale di una caratterialità individuale ben precisa: il carattere sadico, i cui tratti specifici (una "sindrome" sintetizzabile nella necessità di un estremo controllo sull' "altro", nella sua percezione solamente di "cosa da dominare", nella conseguente mancanza di qualsiasi empatia verso la vita e forme di pensiero autonomo e spontaneo, nella pulsione di "accumulare", nel valore del "soldo" e della ricchezza assurti ad unico valore esistenziale) ben si sposano con le necessità "politiche" di tale classe. È questa particolare caratterialità che, migrando in America dove ha modo di svilupparsi incontrastata, prende il pieno controllo sociale, determinando l'attuale civiltà americana di tipo chiaramente distruttivo e necrofilo.

Anche qui, vediamo una breve anticipazione dei concetti di "società distruttiva" e di "carattere sadico" come formulati da Fromm: analizzando l'evoluzione spontanea e non contaminata di forme semplici di organizzazione tribale, Fromm individua 3 tipi di società:

1) Sistema A: società che esaltano la vita
In questo sistema, ideali, usanze e istituzioni servono soprattutto a preservare e a incoraggiare la vita in tutte le sue forme. L'ostilità, la violenza, la crudeltà sono ridotte al minimo, non esistono pene severe, il delitto è praticamente assente, al pari dell'istituzione della guerra che, tutt'al più, ha un ruolo insignificante. I bambini sono trattati con dolcezza, non vengono inflitte pesanti punizioni corporali; in genere le donne godono della più assoluta eguaglianza con gli uomini, o per lo meno non sono né sfruttate né umiliate; l'atteggiamento verso il sesso è generalmente permissivo e affermativo. L'invidia, l'avarizia, l'avidità, lo sfruttamento sono ridottissimi. Scarsi sono anche la competitività e l'individualismo, diffusa la collaborazione; la proprietà personale riguarda soltanto gli oggetti che vengono usati individualmente. Esiste un generale atteggiamento di fiducia e confidenza, non solo negli altri, ma particolarmente nella natura; il buon umore prevale, mentre gli stati d'animo depressivi sono relativamente assenti. Fra le società che rientrano in questa categoria esaltatrice della vita, ho collocato gli indiani Zuñi Pueblo, gli Arapesh di montagna e i Bathonga, gli Aranda, i Semang, i Toda, gli Esquimesi del Polo e i Mbutu.

2) Sistema B: società aggressive ma non distruttive
Questo sistema ha in comune col primo la caratteristica fondamentale di non essere distruttivo, ma si differenzia da esso nel senso che aggressività e guerra sono eventi normali, sebbene non di importanza centrale, e nel senso che competizione, gerarchia e individualismo sono presenti. Pur non essendo affatto permeate di distruttività o crudeltà o di esagerata diffidenza, in questa società sono sconosciute quella dolcezza e quella fiducia che sono caratteristiche del sistema A. Per meglio definire il sistema B, si potrebbe forse dire che è imbevuto di uno spirito di aggressività maschile , di individualismo, del desiderio di ottenere determinate cose e di realizzare dei compiti. Secondo la mia analisi le seguenti quattordici tribù rientrano in questa categoria:gli Esquimesi della Groenlandia, i Bachiga, gli Ojibwa, gli Infugaos, i Manus; i Samoani, i Dakota, i Maori, i Tasmaniani, i Kazak, gli Ainu, i Crow, gli Inca e gli Ottentotti.

3) Sistema C: società distruttive
La struttura delle società del sistema C è nettamente delineata. È caratterizzata d grande violenza interpersonale, distruttività, aggressione, crudeltà, sia all'interno della tribù sia contro il mondo esterno, da piacere della guerra, malignità, tradimento. L'intera atmosfera di vita è permeata di ostilità, tensione, paura. In genere la competitività è altissima, la proprietà privata (se non di oggetti materiali, di simboli) è esaltata, la gerarchia è rigida e le guerre frequentissime. Esempi di questo sistema sono i Dobu, i Kwakiutl, gli Haida, gli Aztechi, i Witoto, i Ganda.
(Non pretendo che la mia classificazione di ciascuna società in queste categorie non sia discutibile, ma, che si approvi o no la classificazione da me proposta di qualche società, non fa molta differenza, dato che la mia argomentazione non è statistica, ma qualitativa. Il contrasto essenziale investe da un lato i sistemi A e B, entrambi affermatori della vita, e dall'altro il sistema C, fondamentalmente crudele e distruttivo, cioè sadico e necrofilo).
In quale delle tre categorie classificare l'attuale civiltà americana non dovrebbe costituire difficoltà di sorta per qualsiasi persona dotata di un minimo di obiettività e buon senso. Vediamo ancora brevemente come Fromm e Barrett descrivono il carattere sadico, e la sua incidenza storica:

Fromm: "Io propongo invece la tesi che il nucleo del sadismo, comune a tutte le sue manifestazioni, sia "la passione di esercitare un controllo assoluto e illimitato su un essere vivente", sia esso animale o bambino, uomo o donna. Costringere qualcuno a sopportare pene o umiliazioni senza avere nemmeno la possibilità di difendersi è una delle manifestazioni di controllo assoluto, ma non è certo l'unica. Chi esercita il controllo assoluto su un altro essere trasforma quest'ultimo in un suo oggetto, in una sua proprietà, di cui diventa il dio. Talvolta il controllo può persino essere benefico, e in tal caso potremo parlare di sadismo benevolo, come in tutti i casi in cui una persona domina l'altra per il suo bene, incoraggiandone di fatto lo sviluppo sotto diversi aspetti, ma tenendola in catene. Quasi sempre, però, il sadismo è malevolo. Controllare completamente un altro essere vivente significa mutilarlo, soffocarlo, frustrarlo. Tale controllo presenta tutta gamma di forme e livelli."

Kevin Barrett: ... "Gli psicopatici hanno svolto un ruolo sproporzionato nello sviluppo della civiltà, perché si prestano più facilmente a mentire, uccidere, ingannare, rubare, torturare, manipolare e, in generale, infliggere grandi sofferenze ad altri esseri umani senza alcuna sensazione di rimorso, al fine di stabilire il proprio senso di sicurezza attraverso il dominio. [...] Quando si comprende la vera natura dell'influenza dello psicopatico, che è privo di coscienza, emozioni, egoista, freddo calcolatore e privo di qualsiasi morale o norme etiche, si inorridisce, ma allo stesso tempo tutto comincia improvvisamente ad avere un senso..."

Ancora Kleeves: ... "Ora, come definire scientificamente il fenomeno psicologico che coinvolse i Puritani? La verità è che si trattò di una forma di alienazione mentale di massa. Infatti comportò una radicale estraniazione dalla realtà: la vita - lo capisce chiunque - non può ridursi alla ricerca della ricchezza materiale ed alla sua contabilità; di massa perché riguardò un numero significativo di persone. Singoli individui possono perdere il contatto con la realtà per cause specifiche o patologiche; molti di loro possono farlo più o meno contemporaneamente se le potenziali cause sono sociali; se costoro, poi, migrano e danno luogo ad una discendenza, a un popolo, il medesimo avrà la stessa impronta psicologica, soprattutto se si trova a disposizione un corpus dottrinale adatto perpetuare nello spazio e nel tempo le forme di alienazione dei fondatori. Ne deriva un intero popolo che, a ragione, può definirsi alienato, portatore di un grave distacco dalla realtà fattuale. Così si formò il popolo americano. Non ci sono dubbi che ci troviamo in presenza di una degenerazione, di una patologia [...] La risposta alla domanda "cosa farebbe il popolo americano se fosse completamente libero di fare ciò che vuole", mette i brividi. Abbiamo visto i massacri e i genocidi di cui si è reso protagonista nel passato e che continua a compiere, e ne abbiamo considerato anche le motivazioni: sempre e solo i soldi. È facile immaginare cosa farebbe, se potesse: si impadronirebbe dei beni del mondo e piegherebbe ogni cosa ai suoi desideri di arricchimento [...] Questo è il colossale problema che il mondo si trova a dover affrontare, la questione di un popolo affetto da una psicopatia piuttosto grave, che ha perso ogni interesse per la vita in tutta la sua estrema varietà e si dedica con esclusiva, maniacale energia a un unico scopo: arricchirsi, e farlo sempre in misura maggiore degli altri."

Nella parte due vedremo le caratteristiche che hanno storicamente favorito il suo predominio nella civiltà americana in particolare ed in seguito, per "rientro dell'esportazione", in quella occidentale da cui effettivamente parte tutto.

sabato 30 gennaio 2016

Se fai l'amore con la televisione, ricordati il soprabito...




   …dove per “soprabito” si intende una protezione popolarmente conosciuta anche con
il termine di preservativo.

   Anche guardare la TV può essere molto istruttivo, a condizione che lo si faccia non per
venirne condizionati (né tantomeno per informarsi!), ma anzi per imparare a capire ed
evitare le tecniche ed i trucchi usati proprio dalla propaganda. Abbiamo già visto (Babbo Natale e la CocaCola) le modalità attraverso cui funziona uno spot pubblicitario e i troyan emozionali usati per
entrarvi in testa eludendo l’attenzione e la critica vigile.
   Bene: poiché ormai tutta l’informazione è diventata propaganda, essa funzionerà
esattamente allo stesso modo di una pubblicità, ed userà le stesse identiche tecniche, che
anzi saranno ancor più visibili in quanto applicate alla buona, velocemente, con scarso
senso estetico e funzionale dai giornalisti stessi trasformatisi ormai in un mostruoso aborto
comunicativo.

   Aborto comunicativo in quanto se snaturati della loro vera funzione di informazione,
non sono tuttavia dei pubblicitari né vengono messi in condizione di utilizzare
adeguatamente le conoscenze e i mezzi dello spin doctoring: non sono più né carne né
pesce insomma, ed infatti chi sa leggere il loro tipo di comunicazione non potrà far altro
che contorcersi dalle risate, o vomitare di brutto se lo stomaco è più debole; a rifarsi la
bocca potrà poi servire la degustazione di un bello spot pubblicitario che almeno è cucinato
bene.
   Questo serva dunque a consolarci facendoci già intuire che le trasmissioni di cosiddetta
informazione, ben lontane dal costituire quel temibile strumento di controllo orwelliano
paventato dai più, possono risultare godibili al pari delle comiche di Stanlio e Ollio,
talmente la propaganda ivi profusa è maldestra, risibile, riconoscibilissima e cafona
(ovviamente poi resta il problema di andarsi a cercare un po’ di informazione meno
addomesticata).



   Molto più pericolose invece sono proprio le trasmissioni d’intrattenimento, dove la
propaganda non riguarda più un singolo fatto ma tende ad infondere un intero modo di
pensare, una visione del mondo, insomma quel Pensiero Unico tanto caro al potere, con
tecniche che tenderanno ad operare quello svuotamento degli Archetipi a noi più cari per
ridurli a puro veicolo, a puro strumento di vendita dell’ideologia dominante. In questi
contenitori (talk-show, telefilm seriali, fiction, film) la propaganda è meglio gestita e
confezionata più professionalmente; inoltre è meno visibile sia perché presentandosi come
“intrattenimento” tali spettacoli abbassano automaticamente le nostre barriere critiche e ci
trovano già bendisposti e rilassati, sia perché il loro fine non è semplicemente camuffare un
evento ma orientare il pensiero e l’opinione pubblica nel suo complesso. Il loro fine
insomma è proprio quello di creare quel backgroud emozionale e culturale sul quale andrà
poi a innestarsi la disinformazione spicciola.
   Sono queste pertanto le trasmissioni che rappresentano il vero pericolo televisivo da cui
difendersi, anche perché vengono appositamente allestite ad hoc, così come i colossal, i
festival dei fiori e qualunque altro costoso baraccone mediatico direttamente gestito dal
potere.
   Anche qui avremo ampia scelta di menù, e potremo osservare quale cura viene messa nel
condire con la salsa della propaganda piatti “per bocche buone” (come i talk-show in
genere) dove l’uso della medesima sarà sfacciato e preponderante e le tecniche facilmente
riconoscibili, fino ai piatti più raffinati, come l’ultimo film di successo, la fiction, il
programma culturale in seconda serata, dove per riconoscerne le più sottili sfumature e gli
amalgami sopraffini servirà un certo palato da sommelier.

   Il loro funzionamento però, stringi-stringi, è sempre riconducibile alle tecniche già viste
parlando dello spot, e quindi facilmente sgamabile da un occhio appena un po’ attento.
Non serve infatti la laurea per riconoscere e stornare la propaganda, ma qualche
accorgimento tecnico e un po’ di psicologia spicciola, accorgimenti che cercheremo qui di
vedere non in modo accademico ma proprio con la funzionalità richiesta ad un semplice
“vademecum” da applicare e utilizzare alla bisogna.



   La transazione Genitore >> Bambino: il primo fondamentale meccanismo da capire
appena ci sediamo davanti alla TV è che essa, in quel momento stesso, assume
automaticamente per il nostro inconscio il ruolo dell’Autorità. Ora, l’Autorità in senso
lato (così come il Potere) è un’idea di per sé senza colore né connotazione morale, un puro
contenitore nel quale io ripongo la mia fiducia e la mia disponibilità a lasciarmi guidare e
plasmare.

   Esistono però sia esempi di Autorità Positive come anche una serie di Autorità Negative:
la differenza tra l’una e l’altra sta nel modo di applicazione dello strumento autoritario: se
chi lo detiene lo userà per DIMINUIRE LA DISTANZA esistente tra i due soggetti
parleremo di applicazione positiva dell’autorità (esempio di questo tipo è il maestro, il
genitore coscienzioso, chi insegna un’arte, tutti i casi in cui l’interesse di entrambi i soggetti
coincide nel raggiungimento di una sostanziale parità, e nell'annientamento stesso delle
distanze per arrivare ad un pareggiamento ideale di capacità e conoscenza). Se chi lo
detiene lo userà invece per AUMENTARE LA DISTANZA esistente tra i soggetti
parleremo di autorità negativa (ne troviamo esempi in ogni forma fortemente
burocratizzata, nell’esercito, nelle gerarchie chiuse, nei rapporti di lavoro sottomesso, ecc,
dove l’interesse dell’autorità sta nel mantenere le distanze tra i soggetti inculcando
nell’altro un senso di inferiorità). A sua volta potremo distinguere in questa seconda
categoria le forme del semplice Autoritarismo (gestione rigida dell’autorità a fini
organizzativi come avviene per esempio nell’esercito) e del molto più pericoloso Sadismo
(gestione dell’autorità tendente alla sopraffazione fisica e/o psicologica del sottoposto).

   Non solo la TV e i Media usano oggi quasi esclusivamente quest’ultimo tipo di
Autorità sadica, ma lo fanno anche in modo che non riusciamo a metterlo in discussione,
instaurando la tipica “transazione obliqua” (ne parleremo in un prossimo post, trattando
di Eric Berne e dell’analisi transazionale) esistente tra genitore e bambino ed usandola in
modo tipicamente sadico (aumentare la distanza con l’inganno e creare sudditanza
psicologica).
   Infatti il linguaggio attuale dei media non è (come sarebbe da aspettarsi in un ambito
puramente informativo) del tipo Adulto >> Adulto, in cui si stabilisce un rapporto
comunicativo paritario, ma adotta il tipico linguaggio che si userebbe con un bambino di
pochi anni: pur estremamente suadente, è ovvio il messaggio trasversale di netta
distinzione tra “chi sa” e chi “deve tacere ed ascoltare perché non ha l’età né l’esperienza
per capire e tantomeno per controbattere”. Tecnica usatissima per esempio nei talk-show,
dove il conduttore voglia ridurre al silenzio un interlocutore diventato scomodo, tecnica
con cui si danno le notizie nei TG, tecnica usata in modo più innocuo in ogni spot, dove si
fa appello proprio alla temporanea regressione infantile ottenuta subliminalmente
attraverso il troyan emozionale.



   Prendere confidenza con questa tecnica sarà quindi la prima cosa da fare per
difendersi dalla persuasione occulta; ci ritorneremo: nel frattempo potreste divertirvi
analizzando dall’esterno qualsiasi dialogo tra due persone, e vedere tra quali “stadi” (Genitore, Adulto, Bambino) viene condotta la transazione comunicativa.
   Va da sé che il mio atteggiamento sarà molto diverso se il mio interlocutore si rivolge a
me come un bimbo o come un adulto, in quanto tenderò automaticamente a mettermi
proprio in quella condizione emotiva: e se con un interlocutore reale posso riconoscere e
forzare questo espediente cercando di non sottostare a questo gioco, la stessa cosa non
potrò assolutamente farla con uno schermo di vetro!

Decalogo del perfetto amante mediatico:

   Ecco quindi una serie di tecniche psicologiche di vasto utilizzo mediatico, tecniche da
cui "preservarvi" per far l' amore in tutta sicurezza anche con la televisione:

1-La strategia della distrazione
   L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
   La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle
conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la
cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da
temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun
tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali”.

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una
“situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia
questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o
si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico
che richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi
economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo
smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni
consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo)
furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà,
flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti
cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e
necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più
facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Primo, perché lo sforzo non è quello
impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare
ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato
quando arriva il momento.




5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e
una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore
fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo
spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona
come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa
probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona
di 12 anni o meno.

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale
e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta
d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o
indurre comportamenti….

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo
controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi
inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua
insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il
sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato
depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le
conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la
neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata
dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio
l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei
casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello
che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Di Mondart